Premio Sila ’49: svelati i 10 finalisti del 2026

Sarร  un viaggio attraverso le radici classiche e le inquietudini del presente, tra la violenza dellโ€™adolescenza e la ricerca della grazia, tra padri e figli, tra desiderio e memoria.
16 Marzo 2026
Premio-Sila-49-svelati-10-finalisti-2026

Svelati i dieci finalisti del 2026 del Premio Sila ’49. Sono: Roberto Andรฒ con โ€œIl coccodrillo di Palermoโ€ (La nave di Teseo); Nicola H. Cosentino conย  โ€œCโ€™รจ molta speranzaโ€ (Guanda); Davide Enia con โ€œAutoritratto: Istruzioni per sopravvivere a Palermoโ€ (Sellerio); Giulia Lombezzi con โ€œLโ€™estate che ho ucciso mio nonnoโ€ (Bollati Boringhieri); Anna Mallamo con โ€œCol buio me la vedo ioโ€ (Einaudi); Rosa Matteucci con โ€œCartagloriaโ€ (Adelphi); Matteo Nucci con โ€œPlatone una storia dโ€™amoreโ€ (Feltrinelli); Antonio Pascale con โ€œCose umaneโ€ (Einaudi); Romana Petri con โ€œLa ragazza di Savannahโ€ (Mondadori); Claudio Piersanti con โ€œLa finestra sul portoโ€ (Feltrinelli).

Radici e inquietudini: i finalisti 2026 del Premio Silaย 

Sarร  un viaggio attraverso le radici classiche e le inquietudini del presente, tra la violenza dellโ€™adolescenza e la ricerca della grazia, tra padri e figli, tra desiderio e memoria. รˆ quanto promette la Decina 2026 del Premio Sila โ€˜49, svelata ella sede della Fondazione, nel cuore del centro storico di Cosenza, davanti a un pubblico di giornalisti, lettori e operatori culturali. Ad accogliere i presenti e a condurre i lavori sono stati il presidente della Fondazione, Enzo Paolini, la direttrice del Premio, Gemma Cestari, e, collegati via web, i giurati Valerio Magrelli, Emanuele Trevi e Nicola Lagioia, che hanno illustrato alcune delle peculiaritร  dei dieci titoli selezionati per la quattordicesima edizione.

medium-rectangle
Premio-Sila-49-svelati-10-finalisti-2026
Enzo Paolini e Gemma Cestari

Le ragioni di una scelta

A presentare la Decina 2026 รจ stato il presidente Enzo Paolini, che ha voluto sottolineare il senso profondo del Premio e del lavoro della giuria: โ€œAbbiamo cercato libri che non solo raccontassero storie, ma che restituissero il ritratto di un Paese in movimento, con le sue contraddizioni, le sue ferite e le sue bellezze. Questa decina ci sembra rappresenti bene lโ€™Italia di oggi: frammentata, certo, ma piena di energie narrative straordinarieโ€. Paolini ha poi ringraziato i giurati per lโ€™impegno profuso: โ€œValerio, Nicola, Emanuele e tutti i membri della Giuria hanno lavorato con passione e rigore, leggendo decine di volumi per arrivare a questa selezione. Il risultato รจ una rosa che mescola sapientemente voci note e scoperte sorprendentiโ€.
La direttrice Gemma Cestari รจ entrata nel merito dei criteri adottati: โ€œAbbiamo privilegiato la qualitร  della scrittura e la capacitร  di ciascun autore di intercettare i grandi temi del nostro tempo. Che si parli di filosofia antica o di violenza familiare, di mafia o di desideri inconfessabili, ciรฒ che conta รจ la profonditร  dello sguardo. E in questa decina gli sguardi sono molti e tutti originaliโ€. Cestari ha poi aggiunto: โ€œColpisce, questโ€™anno, la presenza di opere che mettono al centro il Sud come laboratorio esistenziale e narrativo: dalla Calabria di Mallamo alla Sicilia di Andรฒ ed Enia, fino alla Campania. Non รจ unโ€™operazione identitaria, ma la conferma che certe storie trovano lรฌ la loro necessitร  geograficaโ€.

In memoria di Marta Petrusewicz

La giurata del Premio Sila, Marta Petrusewicz, recentemente scomparsa รจ stata ricordata dal presidente Paolini che ha annunciato anche unโ€™iniziativa a lei dedicata. โ€œQuestโ€™anno, nel cammino di avvicinamento al Premio โ€“ ha detto Paolini โ€“ abbiamo voluto introdurre anche un segno particolarmente significativo. Dโ€™intesa con i fondatori del Premio, monsignor Salvatore Nunnari e Andrea Pisani Massamormile, e con il consenso unanime della Giuria, abbiamo deciso di dedicare la sezione Saggistica alla memoria di Marta Petrusewicz. รˆ un modo per rendere omaggio a una figura straordinaria della cultura europea โ€“ ha chiosato il presidente della Fondazione โ€“ una studiosa che ha lasciato un segno profondo nella riflessione storica, sociale e politica sul Novecento. La sezione saggistica del Premio Sila รจ nata anche grazie al suo contributo e alla sua visione, e da questโ€™anno porterร  il suo nomeโ€.

medium-rectangle

Cosa succede dopo la scelta dei 10 finalisti 2026 del Premio Sila

Con lโ€™annuncio dei dieci finalisti prende il via la fase piรน dinamica del Premio. Nelle prossime settimane, la Fondazione organizzerร  un calendario di incontri pubblici in cui gli autori dialogheranno con i lettori, presentando le proprie opere in diverse location della cittร , e non solo. Sarร  lโ€™occasione per approfondire i temi emersi dai romanzi e per avvicinare il pubblico alle storie e ai personaggi che animano la Decina 2026. La Giuria proseguirร  intanto il lavoro di lettura e valutazione per selezionare la cinquina finalista. Il verdetto intermedio sarร  annunciato dopo la presentazione dei dieci libri. Seguirร  poi la scelta del vincitore assoluto, che verrร  proclamato e premiato nel corso di un weekend letterario in cui Cosenza diventerร  palcoscenico della migliore letteratura italiana.

Il valore storico e culturale del Premio Sila โ€˜49

Nato nel 1949 come uno dei primi premi letterari italiani dedicati alla narrativa e alla saggistica impegnata socialmente e politicamente, il Premio Sila รจ tornato a nuova vita dal 2010 grazie al lavoro appassionato della Fondazione Premio Sila. Oggi rappresenta non solo un riconoscimento per gli autori ma anche un momento di incontro tra lettori e scrittori in una cittร  come Cosenza che si propone come capitale culturale del Sud Italia. La scelta dei dieci finalisti รจ stata resa ancor piรน significativa dal contesto storico in cui il Premio opera: quello di unโ€™Italia che cerca nella cultura risposte alle sfide contemporanee. I libri selezionati spaziano tra generi diversi ma condividono lโ€™intento di interrogare la realtร  con profonditร  e originalitร .

Le opere della Decina 2026

La selezione del Premio Sila โ€˜49 offre uno spaccato variegato della letteratura italiana. Nel corso della conferenza stampa, Lagioia, Magrelli e Trevi ne hanno ricostruito i tratti distintivi, creando un ideale dialogo tra le opere. Si parte dalle radici, quelle classiche e profonde che Matteo Nucci esplora in โ€œPlatone una storia dโ€™amoreโ€ (Feltrinelli). Come ha spiegato Emanuele Trevi, โ€œnon si tratta di un saggio romanzato, ma di un vero e proprio romanzoโ€, che restituisce la vita del filosofo attraverso โ€œuna prospettiva di prossimitร , quasi quella di un amicoโ€. Un viaggio alle origini del pensiero che idealmente si specchia in quello geografico e interiore di Anna Mallamo: in โ€œCol buio me la vedo ioโ€ (Einaudi), lโ€™autrice costruisce un universo magnetico ambientato nella Reggio Calabria degli anni Ottanta. Trevi ha sottolineato โ€œlโ€™uso della lingua, il dialetto adoperato con grande raffinatezza, capace di definire lo status sociale dei personaggi e rivelarne la dimensione psicologicaโ€. Proseguendo questo percorso tra i protagonisti della Decina 2026, Claudio Piersanti con โ€œLa finestra sul portoโ€ (Feltrinelli) firma una storia dโ€™amore e di segreti che Nicola Lagioia ha definito โ€œun romanzo da camera, psicologico e intimista, costruito attorno ai dettagli della vita quotidiana e alla profonditร  dellโ€™indagine interioreโ€. Ed รจ ancora la terra e le trasformazioni di unโ€™Italia che cambia a fare da sfondo a โ€œCose umaneโ€ (Einaudi) di Antonio Pascale, di cui Trevi ha evidenziato โ€œuna scrittura che tiene insieme sguardo commosso e profonda ironiaโ€, nel raccontare il passaggio epocale dal paese di Pinocchio a quello di MasterChef attraverso le vicende di una famiglia casertana. Il tema della famiglia e dei suoi conflitti si fa esplicito e graffiante in โ€œLโ€™estate che ho ucciso mio nonnoโ€ (Bollati Boringhieri) di Giulia Lombezzi, esordio che Trevi ha definito โ€œuna geniale inversione delle aspettativeโ€, capace di trasformare la figura del nonno in una presenza opposta a ogni stereotipo. E se Lombezzi affronta il tema dal chiuso di una casa, Roberto Andรฒ lo allarga alle pieghe oscure della storia collettiva: in โ€œIl coccodrillo di Palermoโ€ (La nave di Teseo) costruisce, come ha osservato Valerio Magrelli, โ€œun giallo dai tratti quasi metafisiciโ€, intrecciando memoria familiare e mistero in una cittร  stregata. Palermo, del resto, รจ protagonista assoluta anche nel libro di Davide Enia, โ€œAutoritratto: Istruzioni per sopravvivere a Palermoโ€ (Sellerio), opera che Magrelli ha descritto come โ€œun libro breve, affilato, quasi taglienteโ€, dove la violenza attraversa ogni pagina e diventa sostanza del racconto autobiografico. Dalla Palermo ferita e resistente si passa poi alla cifra stilistica inconfondibile di Rosa Matteucci, che in โ€œCartagloriaโ€ (Adelphi) torna a esplorare quel crinale tra comico e tragico con quella che Magrelli ha ironicamente definito โ€œla categoria del โ€˜romanzo di deformazioneโ€™โ€œ, una storia segnata da sofferenza continua e attraversata da un uso sistematico dellโ€™anacronismo. Chiude il cerchio delle voci femminili Romana Petri, che in โ€œLa ragazza di Savannahโ€ (Mondadori) entra nellโ€™immaginario della scrittrice americana Flannery Oโ€™Connor: Lagioia ha parlato di โ€œun romanzo che segue la protagonista quasi spiandola nella quotidianitร , restituendole corpo, voce, pensieri, giornate e tormentiโ€. Infine, a gettare uno sguardo sul presente e sul futuro รจ Nicola H. Cosentino con โ€œCโ€™รจ molta speranzaโ€ (Guanda): un libro che Lagioia ha definito attraversato da โ€œunโ€™ironia sottile e da una lieve amarezzaโ€, unโ€™indagine sui desideri che parla di tutti noi e di quanto i nostri sogni siano la sola cosa capace di svelare chi siamo.

Leave a Reply

Your email address will not be published.