Mentre dai mercati di Wuhan la Cina si preparava a infliggere al mondo la peggiore pandemia che si potesse immaginare, un imprenditore calabrese faceva un biglietto aereo per Changsha, capoluogo dello Hunan, nella Cina centro-meridionale, dove lo stavano aspettando per apprendere da lui lโarte di realizzare pianoforti con la sapienza italiana. Questa รจ la storia di un sogno che ha il profumo del legno laccato e il suono della musica di Beethoven.
Un piano dalla Calabria
Per raccontarcela Pasqualino Serra ci apre le porte della sua piccola fabbrica, nella zona industriale di contrada Gidora, a Luzzi, a due passi da Cosenza. Lui รจ uno dei pochi costruttori di piani a coda, a gran coda e verticali in Calabria, se non lโunico. Ce ne sono a Trento, a Pavia, pochissimi in tutta Italia, figurarsi in Calabria, che non ha questa vocazione. Bizzarrie della terra dellโenfant prodige Alfonso Rendano, che giร a otto anni componeva le sue prime partiture e da adulto inventรฒ il terzo pedale che ancora oggi porta il suo nome. Davanti a un imponente pianoforte a coda che sfiora i due metri e mette quasi soggezione, ci spiega cosa ci fa una fabbrica cosรฌ di nicchia in questo dedalo di strade, dovโรจ facile perdersi tra capannoni di infissi di alluminio o montagne di pellet.
Sessantaquattro anni, stazza di chi รจ abituato alla fatica, Serra ha
imparato a costruire pianoforti nella mitica Bรถsendorfer, a Vienna e
oggi collabora con un imprenditore cinese, ยซun amico – precisa Serra –
oltre che un socio dโaffariยป. Lai Zhiqiang, dice, รจ arrivato in Calabria per
firmare lโesclusiva di questa intesa, grazie alla quale, negli ultimi anni,
ha piรน che triplicato il suo fatturato.
Pasqualino Serra si siede sullo sgabello di un pianoforte a coda, mentre parla lo accarezza, come se non fosse soltanto un oggetto.
ยซPer ventisette anni ho lavorato in importanti fabbriche di strumenti, ho sviluppato e approfondito le tecniche di accordaturaยป, racconta. ยซEro affascinato dallโidea di creare in Calabria qualcosa di veramente innovativoยป. Il nuovo millennio รจ appena cominciato, lui ha il giusto know-how, passione e determinazione.
L’uomo del destino
Ma le aspettative si scontrano con lโimpossibilitร di trovare un mercato. ยซDi fronte ad una realtร molto diversa da quella che mi aspettavo ho dovuto desistere. Ho impacchettato tutti i macchinari e ho messo da parte il mio sogno. Per dieci anni mi sono dedicato ad altro, ho avviato unโazienda di prodotti in legnoยป. Il sogno di โcreareโ rimane sopito, soffocato dalla razionalitร e dalle contingenze economiche. ร a questo punto, perรฒ, che avviene il primo incontro fortunato: quello tra Pasqualino Serra e Jaques Guenot, un matematico svizzero, studioso di Pitagora e pianista per passione.

Guenot รจ tra i fondatori dellโUniversitร della Calabria, preside della facoltร di ingegneria, docente dellโateneo per 38 anni di fila. Un intellettuale fine e ricercato, schivo ma con un occhio attento e curioso. Sta per andare in pensione, accarezza lโidea di potersi finalmente dedicare alla sua piรน grande passione: la musica. ยซQuando gli dissi che costruivo pianoforti, Guenot rimase stupito, la cosa lo entusiasmรฒ moltoยป. Il professore chiese allโartigiano calabrese di mettersi a lavoro per realizzare insieme qualcosa di innovativo. ยซJaques mi dava forza, mi trasmetteva il suo entusiasmo, lui ci credeva. Per un anno studio, progetto, provo, fallisco, ritentoยป racconta.
Requiem per un amico
Poi, lโidea vincente arriva, quella lampadina finalmente si accende. ร lโinnovazione che aspettavano: ยซUna bombatura, laterale al piano, con un incavo allโinterno dove si mescola il suono della cassa armonica con quello anteriore, rendendo la timbrica piรน potenteยป. Ma la โgestazioneโ รจ complessa: la struttura di legno una volta modellata deve riposare, i pezzi meccanici devono arrivare da lontano, nella maggior parte dei casi dalla Germania.
Tempi lunghi, in questo caso troppo lunghi. ยซNel 2015, quando il pianoforte era finalmente pronto,- sospira Serra – purtroppo Jaques รจ mortoยป. La scomparsa del professore รจ un grande lutto. Ancora oggi, a ripensarci, gli occhi diventano lucidi. ยซEra un amico, una persona meravigliosa. ร rimasto qui, tra questi strumenti, in tutto quello che ho continuato a fare grazie anche al suo supporto: ho brevettato quellโinnovazioneยป.
Si vola in Cina
Accantona lโidea di unโattivitร in Italia e cerca contatti con la Corea e con la Cina per dare un futuro commerciale ai suoi strumenti. ร da Changsha, oggi metropoli con oltre otto milioni di abitanti, che gli arriva una risposta da una fabbrica, la Carod musical instrument, sponsorizzata dal pianista francese Richard Clayderman.
Richard Clayderman e la sua Ballade pour Adeline, successo da 22 milioni di copieย
Serra fa il suo primo viaggio in questa cittร incredibile, negli stessi anni in cui la major del mattone Broad Sustainable Building sta progettando di realizzarvi il grattacielo piรน grande del mondo (e intanto in diciannove giorni, tira su un prefabbricato di oltre cinquanta piani per i suoi quattromila lavoratori). La Carod piano vuole realizzare pianoforti di qualitร e chiede a Serra di guidare gli operai iperspecializzati, praticamente macchine, in una produzione creativa, di alta gamma, con il savoir faire del made in Italy.
Artigiani della quantitร
ยซCon la Carod piano รจ nato un feeling particolare. In Cina la manodopera รจ molto settoriale, non รจ flessibile, non รจ facile fargli intraprendere una lavorazione artigianale come la intendiamo noi. La proprietร ha chiesto la mia collaborazione e la mia guida โฆ e ci ha visto beneยป. Nel giro di un anno, racconta, la vendita รจ cresciuta vertiginosamente. ยซSono andato quattro volte in Cina. La prima, nel 2015, la fabbrica produceva 600 pianoforti lโanno. Nel 2018, anno del mio ultimo viaggio, ho trovato una realtร diversa: la Carod aveva intanto acquisito altre due fabbriche e ne costruiva quasi 5mila di pianiยป.
Nella Cina degli strumenti musicali intelligenti, che suonano da soli, senza musicisti, delle ricostruzioni italiane (proprio a Changsha cโรจ un parco tematico dedicato alle eccellenze tricolori, con riproduzioni di monumenti di Assisi, Venezia e La Spezia), lโimprenditore del Cosentino vede un futuro roseo. E discute di un progetto di extralocalizzazione al contrario: una linea produttiva di alto artigianato con il core businnes nello Hunan e i laboratori in Calabria.

Il sogno continua
Tra i due imprenditori il rapporto di affari diventa unโamicizia. Poi, nel 2020, proprio dal Paese asiatico arriva il coronavirus e tutto si ferma. Oggi Serra guarda ancora verso lโestremo Oriente. Nessuno dei suoi figli lavora nel suo laboratorio: quel giovane imprenditore cinese non รจ solo un amico, ma rappresenta anche lโidea di non disperdere un patrimonio immateriale ma preziosissimo. ยซLa mia speranza resta immutata: realizzare con la Carod in Italia una produzione dโeccellenza qui in Calabriaยป.
Per Serra รจ un cruccio la scarsa attenzione verso una sapienza unica, ricercata e valorizzata, invece, in altri paesi. A Changsha il suo metodo funziona. Lร tutto รจ possibile, tutto รจ realizzabile, lโItalia รจ un modello da seguire e cโรจ spazio per la Calabria e – perchรฉ no? โ anche per Rendano. Gli architetti della metropoli cinese potrebbero costruire un intero villaggio per il musicista calabrese, o dedicargli un grattacielo. Prefabbricato, gigantesco, tutto in freddo acciaio. Tanto poi ci pensa la musica a scaldare lโatmosfera.


