Contro i critici militanti che guardavano con sufficienza a questo ex fascista โ per il suo carattere, ma anche per il successo di pubblico ottenuto da film tratti da sue opere e, soprattutto, per il romanzo Il male oscuro (1964) โ accusandolo di qualunquismo e populismo e diffidando del suo stile anomalo, estraneo al mainstream ideologico dominante, Giancarlo Vigorelli fu tra i pochi a sostenerne lโopera e la figura. Ne difese lโirregolaritร , lโispirazione anticonformista e quella posizione indipendente che rendeva Berto difficilmente classificabile.
Secondo Vigorelli, del resto, la vera storia della letteratura italiana avrebbe dovuto dare molto piรน spazio proprio agli scrittori anomali, inclassificabili, come lo scrittore di Mogliano Veneto. Appare dunque meritoria la ripubblicazione delle opere di Berto da parte di Settecolori, editore raffinato e legato profondamente alla Calabria, tanto da essere tra i collaboratori della rassegna culturale che ogni anno si tiene a โCasa Bertoโ, a Capo Vaticano. ร qui che lo scrittore veneto aveva stabilito la propria dimora fin dagli anni Sessanta e dove avrebbe scritto il suo capolavoro.
Berto, uno scrittore tra due terre: Veneto e Calabria
Giuseppe Berto appartenne a due terre: il Veneto e la Calabria. Aveva viaggiato molto anche prima della prigionia militare in Texas (1943-1946), esperienza durante la quale scoprรฌ la propria vocazione letteraria, ma fu nellโestrema regione peninsulare che trovรฒ il suo vero fulcro esisten-ziale. ยซA Paola scesero quelli che dovevano proseguire per Cosenza. Curvi sotto i loro pesi, si affannarono tutti verso una littorina che li attendeva. La presero d’assalto tra spinte ed urla. Quando si mise in moto, la vettura era incredibilmente piena di gente e di bagagli, e di un odore aspro, quasi selvatico, che era l’odore del Sud.ยป Cosรฌ Berto scriveva nel 1948 del suo primo vero approdo nella Calabria del dopoguerra. Vi era arrivato per effettuare i sopralluoghi per il suo terzo romanzo, Il brigante, dedicato alla tumultuosa vicenda dellโapriglianese Francesco Acciardi, ma anche per scrivere alcuni articoli come collaboratore del Tempo. Sarebbe stato il primo dei molti periodici sui quali cominciรฒ a scrivere per necessitร economiche, nonostante avesse giร pubblicato i romanzi Le opere di Dio (1944) e Il cielo รจ rosso (1947), questโultimo sostenuto da Giovanni Comisso e Leo Longanesi.
Il rapporto straziante con il Sud
Nella lucida introduzione a Il mare da dove nascono i miti (Edizioni Settecolori, pp. 351, โฌ 24, dal 16 settembre 2026 in libreria), il curatore Saverio Vita scrive: ยซCon il Sud Berto avrebbe instaurato un rapporto straziante di odio e amore per lunghi anni, trovando il giusto equilibrio solo alla fine degli anni Sessantaยป. La Calabria era stata per Berto in realtร una scoperta anteguerra, destinata a rimanere a lungo nella memoria. La decisione di trasferirsi a Sud, tuttavia, sarebbe maturata soltanto negli anni Cinquanta. Scrive ancora Vita: ยซEmerge poi come Berto sperimenti una costante inquietudine nel collocarsi geograficamente, che assume le dimensioni di una vera e propria condanna allโinfelicitร ยป. Da dove nasceva, allora, questa passione per una Calabria ancora quasi sconosciuta? Nel 1933 lo scrittore trevigiano era stato mandato a Palermo per il servizio militare. Durante il viaggio, in un novembre dal cielo terso, allโorizzonte di Capo Vaticano gli apparvero le Eolie, ยซcome sollevate sopra il mareยป. Fu una rivelazione: ยซappena le vidi, seppi che quella terra dalla quale si scorgevano quelle magiche isole era la mia seconda terra, e qui sono venuto a vivereยป.
Le opere complete di Berto grazie a Settecolori
Le parole appartengono a un articolo pubblicato nel 1968 sul Resto del Carlino e riproposto, insieme a decine di altri scritti, proprio da Settecolori. Con Il mare da dove nascono i miti, pubblicato in mille esemplari numerati da 1 a 1000, lโeditore inaugura la collana ยซGiuseppe Berto. Opere completeยป.
Il criterio adottato per ordinare gli articoli e gli scritti vari, composti tra il 1948 e il 1979, รจ innanzitutto cronologico, quindi articolato per giornali e rubriche. Ne emerge il ritratto di un autore attraversato da una sorta di schizofrenia, sospeso tra attrazione e repulsione per una terra che non smette di richiamarlo e, allo stesso tempo, di inquietarlo: ยซCon la Calabria mi capita come con le donne: quando le sono lontano mi pare di volerle bene. Per questo ci torno, ogni tanto. Poi quando mi trovo laggiรน (โฆ) mi sento soffocare dalla tristezza.ยป ร forse proprio in questa contraddizione, figlia anche della nevrosi di cui soffriva, che va cercata la cifra del rapporto tra Berto e la Calabria. Non lโidillio di una terra finalmente ritrovata, dunque, ma una relazione tormentata, fatta di fascinazione e insofferenza, appartenenza e distanza.

Lo sguardo antiretorico sul Sud
Il mare da dove nascono i miti restituisce infatti uno sguardo profondamente antiretorico sul Sud e, in particolare, sulla Calabria. Nessuna oleografia, nessun facile pietismo: Berto osserva la povertร non come semplice colore locale, ma come struttura sociale; racconta lโimpatto del boom economico, registra la nascita del turismo e documenta le ferite che quello stesso sviluppo comincia a infliggere al paesaggio. Ne viene fuori una raccolta di scritti di inchiesta civile e, insieme, di alta prosa: testi non propriamente e soltanto giornalistici, ma letterari, nei quali la cronaca diventa occasione di osservazione, riflessione e racconto. ร una scrittura che puรฒ essere accostata a quella di grandi nomi del Novecento, da Carlo Levi a Leonardo Sciascia, fino a Pier Paolo Pasolini.
Un libro imprescindibile
Per questo Il mare da dove nascono i miti รจ un libro imprescindibile per comprendere meglio Berto e, attraverso il suo sguardo, anche la Calabria. Un libro che invita a guardare oltre le semplificazioni: oltre il vittimismo dei meridionali, oltre i pregiudizi dei settentrionali. Innanzitutto conoscendola meglio sia gli uni che gli altri: ยซ Intanto si puรฒ dire che l’interno dร un’idea della Calabria del tutto diversa da quella che possono avere coloro che, non essendoci mai stati, la immaginano pietrosa, sterile, bruciata. La Calabria รจ invece tutto un susseguirsi di disordinati rilievi montuosi, che la rendono difficile da percorrere, ma interessante da visitare (โฆ) Dalle rive del mare, o dalle vallate afose e gialle in questa stagione, si possono con grande rapiditร raggiungere quote sui mille metri, ricche di acque, fresche e verdi per i boschi.ยป
>Il Sud di Berto non รจ una terra da celebrare nรฉ da condannare, ma una realtร da osservare nelle sue contraddizioni, nelle sue ferite e nella sua irriducibile capacitร di generare miti e di sfatare luoghi comuni.


