COSENZA – Un’aula magna partecipata. Le luci si abbassano. E sullo schermo si apre Palazzo Arnone, sala dopo sala, opera dopo opera, a 360 gradi. Basta un clic, e la Galleria Nazionale di Cosenza è lì, a portata di chiunque.
È cominciato così il racconto di “Visioni a 360°: Il Museo Virtuale della Galleria Nazionale di Cosenza”, il progetto nato nell’ambito del PON Estate grazie al protocollo d’intesa tra il Liceo Scientifico G.B. Scorza e la Galleria Nazionale e coordinato dal prof. Armando Rossi quale docente del Corso, insieme alla professoressa Barbara Diaco in qualità di tutor. Tutto si è svolto come da programma. Ma nessun programma poteva prevedere l’emozione che ha attraversato la sala.
I ragazzi in cattedra
I veri protagonisti sono stati loro: gli studenti. Hanno presentato il tour virtuale della sezione “Acquisizioni” della collezione permanente con una passione contagiosa. Non una lezione imparata a memoria, ma il racconto vivo di un’esperienza fatta propria.
Hanno spiegato i sopralluoghi in Galleria, la catalogazione delle opere, lo studio storico-artistico per le schede descrittive. Poi il lavoro tecnico: treppiedi, esposizioni, luce da domare negli ambienti museali. Infine la post-produzione, lo stitching, la costruzione del percorso interattivo integrato nel sito istituzionale della Galleria.
Lavoro intenso e ampio condensato in pochi minuti. E la platea si è commossa. Perché quei ragazzi non stavano solo mostrando un prodotto. Stavano restituendo ciò che avevano ricevuto. Avevano accolto una conoscenza, l’avevano fatta loro, e ora la consegnavano agli altri. Questo è il cerchio che si chiude. Questo è il senso della scuola.
Gli interventi
Molto sentito l’intervento della dirigente scolastica, professoressa Rosanna Rizzo, che ha sottolineato il valore insostituibile dell’insegnamento nella formazione dei giovani: un docente che crede in un progetto accende negli studenti qualcosa che dura ben oltre l’anno scolastico.
Visibilmente compiaciuta la direttrice della Galleria Nazionale di Cosenza, architetto Rossana Baccari, che ha definito il lavoro degli studenti “molto preciso”: un riconoscimento che, detto da chi custodisce ogni giorno quelle opere, vale doppio.
Accorato e orgoglioso l’intervento del professor Spartaco Pupo, docente dell’Università della Calabria e componente del comitato scientifico della Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria. Pupo ha tracciato una distinzione netta tra competenze e formazione: le prime si acquisiscono, la seconda ti cambia. E in questo progetto, ha detto, c’è stata formazione vera. Ha commentato con sentita passione la qualità del lavoro svolto, elogiando la serietà e la maturità dei ragazzi.
Arte, tecnologia, futuro
“Visioni a 360°” è Digital Humanities nel senso più pieno: la sensibilità umanistica che incontra la precisione tecnica. Fotografia immersiva e storia dell’arte. Software di editing e valorizzazione del patrimonio. Lavoro di squadra, problemi reali da risolvere, comunicazione efficace.
Ma soprattutto, un’idea semplice e potente: la bellezza deve essere di tutti. Anche di chi non può salire le scale di Palazzo Arnone. Anche di chi vive lontano. Anche di chi, magari, scoprirà la Galleria proprio grazie a questo tour e poi deciderà di visitarla di persona.
Il vero motore
“Come diceva Piero Angela, ‘Nessuno è più felice di chi avverte la propria utilità per la felicità altrui'”, hanno sottolineato i ragazzi. “Questo è stato il vero motore di tutto il nostro impegno: permettere a chiunque di accedere alla bellezza ci ha reso fieri e felici.”
Fieri e felici. Due parole che riassumono un pomeriggio intero. E che oggi appartengono, prima di tutto, a quei ragazzi che hanno saputo imparare, e poi insegnare.

