Apprezzamento ed entusiasmo da parte del pubblico per “SEGNI DI CURA”, la mostra presentata dal collettivo artistico altiliese Inside the Stone Project nella suggestiva cornice del Duomo di Cosenza, nell’ambito della rassegna dedicata agli artisti del territorio, organizzata in occasione del 450° anniversario del miracolo della Madonna del Pilerio, con la direzione artistica di Maria Teresa Buccieri.
Un evento che rappresenta un’ulteriore tappa nel percorso culturale e artistico intrapreso dal collettivo, confermando la volontà di dare continuità a un progetto che mette al centro la memoria, l’identità e il patrimonio di conoscenze tramandato dalle generazioni.
Dopo l’esperienza di “GENI COMUNI”, la mostra ospitata al Museo del Presente nell’ambito del Settembre Rendese, Inside the Stone Project prosegue il proprio cammino con una nuova proposta espositiva, capace di creare un dialogo tra passato e contemporaneità, tra tradizione artigianale e nuovi linguaggi espressivi.
Anche in questa occasione, protagoniste le opere realizzate dal duo artistico Gabriele Ferrari e Antonio De Rose, che attraverso installazioni e creazioni artistiche hanno saputo suscitare interesse e coinvolgimento in un pubblico numeroso e attento.
Particolarmente apprezzata anche la performance che ha anticipato l’inaugurazione della mostra, con Daniel Cundari alla voce e la parte tecnica curata da Antonio Stefano Muraca e Diego Ferrari. Un momento espressivo che ha contribuito ad arricchire l’esperienza artistica, intrecciando linguaggi differenti in un contesto di grande suggestione.
Ma ciò che rende particolarmente significativa la presenza di Inside the Stone Project nella Cattedrale di Cosenza è il profondo legame storico che unisce questo luogo alla comunità di Altilia.
Furono proprio gli Scalpellini della scuola altiliese, infatti, le maestranze che si presero cura dell’ultimo restauro della Cattedrale. Un’eredità che oggi torna simbolicamente a vivere negli stessi spazi attraverso l’arte contemporanea, dando al titolo “SEGNI DI CURA” un significato ancora più profondo.
La cura della pietra, la cura della memoria e la cura di un patrimonio culturale che continua a essere trasmesso diventano così elementi di un unico racconto, capace di collegare la storia di un territorio alle sue espressioni artistiche attuali.
Per la comunità di Altilia si tratta di un motivo di particolare orgoglio: vedere la propria tradizione artigianale e artistica trovare spazio in uno dei luoghi più rappresentativi della storia e della spiritualità calabrese significa riconoscere il valore di un patrimonio identitario che merita di essere custodito e valorizzato.
Da “GENI COMUNI” a “SEGNI DI CURA”, il percorso di Inside the Stone Project si sviluppa dunque lungo un filo conduttore ben preciso: recuperare le radici, reinterpretarle attraverso la creatività contemporanea e trasformarle in occasioni di incontro, confronto e partecipazione culturale.
Non si tratta soltanto di proporre opere o allestire mostre, ma di costruire un progetto capace di dare nuova voce alla storia e alle tradizioni di Altilia, portandole oltre i confini del territorio e inserendole in contesti culturali di crescente rilievo.
Un cammino che guarda al futuro senza perdere il legame con il passato, nella consapevolezza che la valorizzazione delle proprie radici rappresenta il primo passo per trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio di storia, arte e identità


