Pino Cristiano, sua moglie Rosina e don Caloiero consegnano il pranzo ai meno abbienti (foto Alfonso Bombini 2023)
Cosenza è una città solidale, al punto da ottenere il riconoscimento di Capitale italiana del Volontariato 2023. A fronte di vecchie e nuove forme di povertà, la comunità ha sempre risposto in modo capillare, attraverso un arcipelago di realtà associative che spesso hanno fatto rete tra loro. Insieme hanno dato sollievo a disagi sociali, recentemente aggravati dalla pandemia e da crisi economiche sempre più feroci.
Operando fuori dalle logiche di mercato, ma non appartenendo allo Stato, queste associazioni sono la spina dorsale del Terzo settore cittadino.
Gli ambiti di intervento sono molti e diversi: dal sostegno alle forme di disabilità, alla lotta al disagio sociale, alla inclusione multiculturale, all’impegno contro la dispersione scolastica nelle aree urbane di maggiore vulnerabilità economica, fino al soddisfacimento di bisogni primari, come fornire pasti o posti letto a chi vive ai margini della comunità stesa.
Viaggio al centro della solidarietà
Sono storie di solidarietà che I Calabresi racconteranno su impulso della Fondazione Attilio ed Elena Giuliani, che della ricerca è il committente. Nel nostro viaggio a puntate incontreremo uomini e donne che investono il loro tempo nella pratica della solidarietà, provenendo da mondi differenti, come quello legato alla Chiesa, oppure laico e perfino dal variegato universo dei movimenti antagonisti. Mondi che in varie occasioni, come la Fiera di San Giuseppe, fanno convergere gli sforzi per garantire ospitalità e assistenza ai molti stranieri che giungono nella nostra città.
Si tratta di esperienze silenziose, che affrontano con fatica e tenacia fenomeni come la violenza domestica, l’inadeguatezza genitoriale e il soccorso ai minori abbandonati, ma anche l’aiuto materiale a quesi ceti che non sono più al sicuro come una volta rispetto alla minaccia dell’impoverimento. Perché «Il presepe della povertà», come lo chiamava Bourdieu, è cambiato pure a Cosenza. E oggi include anche chi ieri era ceto medio e oggi vive sul confine della precarietà.
Ecco le storie di chi in prima linea affronta questo mondo fragile.
Michele Funaro ha degli occhi che sanno parlare e una voce limpida. Racconta con sintesi puntuale (del resto è un ingegnere, ma con un taglio umanistico) i 19 anni di attività della Fondazione che porta il nome di Lilli, sua sorella. Scomparsa
Fare in fretta equivale a diagnosi precoce. Parole che ad Onco Med, l’ambulatorio oncologico gratuito nel centro storico di Cosenza, conoscono bene. Sono in tanti a rivolgersi all’associazione che ha sede a pochi metri dalla storica chiazza di pisci (piazza dei pesci).
Dalla curva del San Vito-Marulla fino ai paesi più poveri dell’Africa. La storia della Terra di Piero comincia sugli spalti di un campo di calcio, dentro una moltitudine di persone che si sentono comunità. Ragazzi uniti non solo dalla fede per la
Cosenza capitale nazionale della solidarietà per il 2023? «Una scommessa un po’ folle», dice Gianni Romeo, figura storica del terzo settore in Calabria e non solo e, da sette anni, presidente del Centro servizi per il volontariato (Csv) della provincia di Cosenza.
[responsivevoice_button voice=”Italian Male” buttontext=”ASCOLTA L’ARTICOLO”] «Le Misericordie sono le associazioni di volontariato più antiche nel mondo e sono ottocento in Italia, di cui 25 in Calabria». A raccontarlo è Valentino Pace, che è responsabile area emergenza delle Misericordie della Calabria e
«Sono qui praticamente da sempre, ma da tre anni presto servizio tutti i giorni», spiega Sonia, ex capo scout. E prosegue: «Io non faccio servizio solo per dare, ma ricevo tantissimo a livello umano». Sonia parla di una realtà seminascosta, di cui
[responsivevoice_button voice=”Italian Male” buttontext=”ASCOLTA L’ARTICOLO”] La sala d’attesa dell’ambulatorio medico Senza confini dell’Auser inizia ad essere affollata intorno alle 15:30. Qualcuno prega, leggendo, forse recitando a voce meno che bassa le sunne del Corano in attesa del suo turno. Una signora africana
[responsivevoice_button voice=”Italian Male” buttontext=”ASCOLTA L’ARTICOLO”] Una fredda domenica di gennaio non scoraggia Rosellina. Dalle 7:30 è già ai fornelli della mensa dei poveri della parrocchia di San Francesco d’Assisi a Cosenza. Da 35 anni trovano qui un piatto caldo, un sorriso
Cinamatika è un luogo in cui le immagini vengono ascoltate,
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