Pochi giorni fa sono stata al compleanno di Sofia, una ragazza australiana conosciuta da poco qui a Galway. Domenica ero un po’ sottotono: nonostante il mio carattere estroverso, ho realizzato quanto non sia così semplice fare amicizia quando non si frequentano corsi, non si ha un ambiente strutturato attorno e, soprattutto, quando non si padroneggia perfettamente la lingua.
Melting pot Irlanda nel pub
Quando si arriva in un posto nuovo si pensa spesso che basti la curiosità, la voglia di conoscere e un po’ di apertura per entrare subito nel tessuto sociale. In realtà non è proprio così. Le relazioni, anche quelle più spontanee, hanno bisogno di contesti: una classe, un lavoro, un gruppo già formato. Senza questi punti di incontro bisogna quasi “costruirsi” da soli le occasioni. In queste settimane ho provato a farlo in vari modi, sfruttando anche la tecnologia: ho pubblicato diversi post su gruppi online per cercare di conoscere persone e capire dove si muove la vita sociale della città. Ho iniziato anche a frequentare un pub, il Salthouse, che organizza scambi linguistici: un luogo semplice ma efficace dove persone di nazionalità diverse si incontrano proprio con l’obiettivo di parlare, conoscersi e aiutarsi con le lingue.
Uscire dalla comfort zone
La mia compagna di stanza e il ragazzo con cui sono partita sono italiani, ma il mio intento qui era proprio quello di uscire dalla mia “comfort zone” linguistica e culturale e passare tempo con persone internazionali. Non è sempre facile: a volte la conversazione richiede più energia, a volte si ha la sensazione di non riuscire a esprimere esattamente quello che si vorrebbe dire, però allo stesso tempo è sorprendente scoprire quanto, nonostante le lingue diverse, le persone riescano comunque a capirsi. Mi sono venuti in mente i miei amici latini, conosciuti presso l’università della Calabria, le nostre serate e cene fatte insieme, i loro compleanni e mi sono sentita un po’ come loro.
È successo grazie a Francesca, una ragazza che sta facendo il dottorato all’Università di Galway, che mi ha inserito in un piccolo gruppo di ragazze che ogni tanto escono insieme. Un gesto semplice, ma che per chi arriva da fuori può fare una grande differenza.

Melting pot Irlanda: cibo cinese e Jenga
Così Sofia ha invitato tutte per il suo compleanno. Abbiamo ordinato cibo cinese e, tra una chiacchiera e l’altra, ci siamo messe a giocare a Jenga, quel gioco in cui si tolgono i blocchetti di legno dalla torre cercando di non farla crollare. Attorno al tavolo c’era davvero mezzo mondo: una ragazza brasiliana, una vietnamita, un’indiana, un’irlandese, oltre a Sofia. La ragazza vietnamita aveva anche preparato una torta fatta in casa per la festeggiata, un gesto semplice e affettuoso che ha reso l’atmosfera ancora più speciale. È stato uno di quei momenti in cui ti accorgi che, piano piano, qualcosa sta prendendo forma: attorno al tavolo c’erano accenti diversi, storie diverse, Paesi lontani. Eppure la conversazione scorreva con naturalezza, tra risate, curiosità reciproca e il piacere di condividere un pezzo di strada lontano da casa.
