C’è un meme (targato Lo Statale Jonico) che gira in questi giorni, goliardicamente politically scorrect e perciò straordinariamente efficace, di Trump che sorvola con elicottero modello apocalipse now un territorio che scambia per una zona di guerra appena bombardata, e che la dida rivela essere la Calabria. Dal restiling della White House, sala da ballo compresa, ci siamo fatti ampiamente un’idea del livello di kitsch presidenziale, valutato intorno a defcon 3, ma scambiare per banali rovine il Non Finito Calabrese, meta di tour mondiali, e dunque orgoglio identitario secondo solo alla ‘Ndujeide festivaliera, è davvero troppo. Anche peggio della signora delle pulizie del Museo di Dortmund che getta nella spazzatura l’opera – concettuale, ça va sans dire – di Martin Kippenberger.

Mas Ruido, magazine che parte con le foto di Angelo Maggio
Questa peculiarissima forma di landscape art, a cui i visitatori stranieri guardano con lo stesso incanto con cui nell’Ottocento si ammiravano le rovine pittoresche, non è che l’espressione contemporanea del destino racchiuso – e mai tradito – nell’etimo greco della parola Calabria, kalos bryon, luogo in cui “sorge il bello”, oggetto non solo di studio, ma feconda palestra di creatività sarcastico-filosofica da tutelare, anche a costo di strenui abusi edilizi. Con un’estetica figlia della liturgia del poi vediamo, il non finito è diventato con il tempo paesaggio – talmente diffuso da non farsi più notare, talmente normale da sembrare naturale -, circonfuso di una sua grazia. Tant’è che per qualcuno il non finito a volte è meno offensivo di certi edifici completati, se non altro per il suo non fingere di essere riuscito.
Di più: a differenza della perfezione immobile che rischia l’imbalsamazione in stile borgo dei borghi, il non finito è ancora vivo, aperto, trasformabile, incarnando l’essenza stessa della vita, motivo per il quale è più che mai necessario scongiurare ogni intervento che ne snaturi l’equilibrio di provvisorietà.
E c’è un fotografo, Angelo Maggio, che da tre decenni ormai cataloga per i posteri gli itinerari di questo Grand Tour del Non Finito, lavori dai quali trae ispirazione il numero zero di Mas Ruido, magazine indipendente che sarà presentato lunedi 9 Marzo alle ore 18:00 presso il Mudaba di Cosenza alla presenza dell’autore, e con interventi dell’architetto Giuseppe Pino Scaglione e dell’editore Cristian Urzino.
Se pensate che non tutto debba avere senso, se credete in un’arte imperfetta, selvaggia, e infinitamente viva, allora non potete mancare!

