Un pezzettino di Calabria vola al Cannes World Film Festival. Il regista cosentino Francesco Gallo ha trionfato nella categoria โMiglior film sportivoโ con il documentario Le dee di Olimpia, un lavoro dedicato alle lotte di emancipazione femminile nei Giochi olimpici.
Incuriosita dal tema, non potevo esimermi dal cercare Francesco per conoscere piรน a fondo la sua opera. Prima, perรฒ, avevo bisogno di conoscere meglio lโartista che si cela dietro il documentario. Lโintervista, quindi, parte con una domanda banale: chi รจ Francesco Gallo?
ยซIo sono uno storico dello sport, membro della SISS (Societร italiana di Storia dello Sport). Ho studiato Cinema a Cinecittร e poi Storia allโuniversitร . E cosรฌ cerco di unire tre passioni: la storia, lo sport ed il cinema. Tutti i miei documentari sono sportivi, ma sono un pretesto per far avvicinare le persone alla storia in maniera piรน esaltante. Le storie di sport esaltano gli spettatori e alcuni argomenti passano piรน facilmente al cuore e alla mente delle persone se cโรจ lo sport di mezzo.
Poi cโรจ la passione della scrittura, perchรฉ sono principalmente uno sceneggiatore. Scrivo tutti i testi dei documentari e nella struttura narrativa che utilizzo non ci sono interviste perchรฉ racconto per lo piรน storie internazionali. Quello che mi interessa รจ raccontare le storie degli ultimi, le storie di chi ha bisogno di luce sulle proprie lotte che spesso sono dimenticateยป.

Prima di realizzare questo documentario, hai scritto un libro dedicato alle battaglie delle donne nella storia dei Giochi. Come ti sei avvicinato a questo tema?
ยซLโidea del libro era uscita in occasione delle Olimpiadi del 2016 di Rio de Janeiro. Ero al telefono con lโeditrice e le dissi โse pensi a tutte le storie delle donne, ci viene fuori un libro a parteโ. Lei mi fa: โEcco, scrivi quelloโ. ร nata cosรฌ, quasi come una sfida. Ho dovuto iniziare a studiare da capo e andare a cercare solo fonti che riguardassero le atlete. In realtร , รจ quasi piรน corposo il documentario del libroยป.
Ma esattamente cosa racconta Le dee di Olimpia?
ยซInizia alla fine dellโOttocento con le prime Olimpiadi di Atene, dove le donne non ci sono. Proprio in quegli anni cโerano le lotte per ottenere il diritto al voto e queste lotte si sono riversate anche nei giochi. Le donne hanno detto: โnon solo vogliamo votare, vogliamo anche gareggiareโ. Non tutte le donne potevano accedere allo sport perchรฉ era vietato. In epoca vittoriana cโerano degli studi, ai tempi considerati scientifici, che dicevano che le donne non potevano andare in bicicletta perchรฉ rischiavano infezioni agli organi genitali, potevano addirittura approfittarne per onanismo e quindi non bisognava dare alle donne le biciclette. Da una parte, quindi, la scienza diceva assolutamente no e dallโaltra parte, a livello sociale e culturale, per alcune donne di ricche famiglie era sconveniente. Ma erano proprio, in maniera ambivalente, le donne di ricche famiglie a potersi permettere di essere un poโ piรน ribelli e di accedere ad alcuni sport. La vela, ad esempio, o lโequitazione, il golf e il tennis sono sport di alta estrazione sociale, soprattutto allโinizio del Novecento e sono queste donne a essere le prime ad andare alle Olimpiadiยป.

E poi cosa succede?
ยซDa qui arriviamo agli anni Venti. Cโรจ questo grande buco che รจ la Prima guerra mondiale in cui alle donne hanno detto โuscite dalle case o dalle piste di atletica e andate a sostituire gli uomini, che sono al fronte, nelle fabbriche o nei campiโ. Sembrava uno stop ma, invece, รจ stato un grande salto in avanti: gli uomini, tornati dal fronte, si sono trovati queste donne con le gonne piรน corte, perchรฉ dovevano stare nelle fabbriche e serviva facilitร di movimento, voglia di libertร , che ovviamente non volevano perdere. Proprio nel decennio tra gli anni Venti e gli anni Trenta cโรจ stato un grande salto simboleggiato dalla nascita delle Olimpiadi femminili. La dirigente francese Alice Milliat, contro le parole di Pierre de Coubertin che continuava a sostenere che le donne non devono assolutamente partecipare ai Giochi, dice di organizzare delle Olimpiadi per sole donne. Non solo cโerano migliaia e migliaia di spettatori, ma davano a tantissime donne la possibilitร di partecipareยป.
Numeri paragonabili a quelli degli uomini?
ยซNel documentario, anno dopo anno, ho evidenziato il numero di atleti uomini e di atlete donne. ร andato via via aumentando fino a Tokyo 20-21, in cui siamo piรน o meno in paritร .
Nel periodo in cui il fascismo e il nazismo volevano che le donne tornassero ad essere angeli del focolare, proprio lโItalia con Ondina Valla vince la prima medaglia dโoro. Poi abbiamo questo salto della Seconda guerra mondiale, perchรฉ la guerra รจ drammatica ma molto spesso รจ una molla per lโavanzamento sociale e culturaleยป.

Cosa cambia per le donne?
ยซLe donne, dopo aver dato il proprio fondamentale contributo nella Resistenza europea, negli anni ’50 iniziano una salita infinita, che culmina con le istanze politiche e sociali degli anni ’60. Vediamo le donne che iniziano a vincere sempre di piรน nelle piste, ma anche nelle piazze con le lotte per lโaborto, per lโutilizzo della pillola, o della minigonna perchรฉ nel documentario cโรจ anche il costume. Mentre dallโAmerica ancora tentavano di imporre modelli come la Barbie o le pin-up, lโEuropa era piรน avanti. Era scoppiata anche la Guerra fredda e il modello occidentale si contrappone a quello sovieticoยป.
E questo cosa comportava per le sportive?
ยซNel ’52 Stalin dice โdobbiamo affrontare questa sfida anche in pistaโ e le donne sovietiche, quasi piรน degli uomini, accumulano medaglie edizione dopo edizione. Finchรฉ gli americani si chiedono perchรฉ le comuniste trionfino cosรฌ tanto e come possa la piccola Germania dellโEst vincere quasi quanto gli Stati Uniti. Si dopano? Effettivamente, purtroppo, la risposta spesso era sรฌ. Ed era un doping di Stato. Per questioni di propaganda politica dovevano per forza vincere, il numero di medaglie serviva a dimostrare che il modello sovietico era, anche dal punto di vista sportivo, superiore a quello dellโOccidente. Ragazze e ragazzine, per la maggior parte minorenni, erano costrette ad assumere anabolizzantiยป.
Con quali conseguenze?
ยซMolte di loro, una volta cresciute, hanno deciso di cambiare sesso, stavano praticamente diventando a tutti gli effetti degli uomini. Cโรจ il famoso caso di Irina e Tamara Press, che la stampa americana sarcasticamente chiamava i fratelli Press perchรฉ sembravano davvero due uomini per la stazza e la muscolatura. Poi abbiamo il crollo del muro di Berlino, che cambia tutto.
Da allora cโรจ stata unโevoluzione tuttora in corso perchรฉ, malgrado ci sia una paritร numerica in pista adesso la sfida รจ fuori dagli stadi. ร nei palazzi del potere e della politica sportiva dove si decidono le leggi e i regolamenti sportiviยป.

Quali sono le sfide dello sport oggi? E in che modo il genere e la razza interagiscono e diventano un limite per le atlete?
ยซIl discorso che ho fatto finora vale piรน che altro per noi, per lโOccidente. Se andiamo nei cosiddetti paesi del Terzo mondo, lโaccesso allo sport รจ paragonabile a cento anni fa. Questo avviene per questioni sociali, culturali e religiose. LโArabia saudita, per esempio, o la Siria e lโIran non permettono alle donne di gareggiare perchรฉ le divise sportive non aderiscono ai precetti islamici. Ci sono stati casi, come lโalzatrice di pesi Amna Al Haddad, che ha deciso di gareggiare comunque col velo e ovviamente non รจ facile. Oggi, come abbiamo visto nell’edizione 20-21, le donne hanno capito che possono usare il palcoscenico olimpico per varie forme di protesta, come quella sullโabbigliamentoยป.

Qualche esempio?
ยซLe ginnaste tedesche stanno protestando contro le tutine striminzite che sessualizzano il corpo delle atlete e a Tokyo hanno indossato delle tute che non lasciavano nulla da vedere. Anche nel beach volley ci sono ancora questi pantaloncini davvero minuscoli. Mi vengono in mente le tenniste che devono, per lโetichetta ottocentesca di Wimbledon, giocare vestendo sempre di bianco, cosรฌ come gli uomini. Ma le tenniste dicono โcome facciamo durante il ciclo? ร una cosa che ci mette a disagio e condiziona anche le nostre partiteโยป.
Poi cโรจ la questione delle violenze, che ha sollevato un polverone anche in Italia negli ultimi tempi…
ยซMolte atlete stanno protestando perchรฉ sono spesso vittime di abusi piscologici e sessuali o talvolta entrambi. Queste ragazze hanno pressioni psicologiche talvolta ingestibili e persino delle professioniste, come Naomi Osaka nel tennis o la ginnasta Simone Biles, hanno deciso di ritirarsi dalle ultime Olimpiadi perchรฉ non riuscivano a gestire questo carico di pressioni, che sono sia sportive che mediatiche. Poi non possiamo parlare delle Olimpiadi e della condizione delle donne in vista di Parigi 2024, senza pensare alla situazione in corso in Ucraina. La guerra sarร un elemento fondamentale che sposterร gli equilibri.

Esiste davvero una correlazione cosรฌ forte tra politica e sport?
ยซQuesto accade ed รจ sempre accaduto, fin dalla nascita delle Olimpiadi. Nellโantica Grecia chi vinceva le Olimpiadi diventava cittadino di Atene. Molto spesso si gareggiava sia per la gloria sportiva che per quella sociale. Perchรฉ essere cittadino ateniese era il massimo del vanto che si poteva avere nellโantichitร ยป
Torniamo al presente e affrontiamo la polemica sulle atlete trans nelle gare sportive…
ยซCambiano le modalitร , ma il cuore della questione rimane sempre lo stesso. Da cento anni cโรจ il problema del test sessuale nelle Olimpiadi. Lo racconto anche nel documentario: tantissime donne travestite da uomini, o viceversa, come il caso tedesco di Heinrich Ratjen che si travestรฌ da donna e gareggiรฒ col nome di Dora Ratjen. Poi cโรจ stato il caso, come dicevo prima, di medicinali utilizzati per stravolgere le donne e farle diventare piรน forti e muscolose. Dalla fine degli anni Sessanta รจ stato introdotto il sex test per non far gareggiare chi si professava di un sesso invece di un altro. In questo caso le donne trans, che volessero partecipare ai giochi, dovrebbero avere la possibilitร di partecipare ai giochi nel sesso in cui piรน si sentono di appartenere. Poi cโรจ tutta la storia dei regolamenti: un uomo che gareggia contro una donna, o viceversa, puรฒ essere piรน o meno svantaggiato ma, quando cโรจ una scelta personale, si deve dare alle persone la libertร di scegliere. ร una scelta che va oltre la possibilitร di vincere piรน medaglieยป.

Non ci addentriamo oltre nei contenuti del documentario di Gallo e lasciamo a chi legge la possibilitร di godersi la visione di Le dee di Olimpia.
Con una consapevolezza in piรน: anche lo sport รจ politica e lotta.
Francesca Pignataro


