Simposio Mega Galmata: il tempo delle grandi sculture

Dal 26 settembre al 3 ottobre 2026, Brancaleone insieme a Bova, Bruzzano Zeffirio e S. Agata del Bianco ospiteranno l'evento. Venerdì 25 la conferenza stampa di presentazione alla Cittadella regionale
23 Settembre 2026
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Ci sono parole che conservano una forza espressiva dirompente, capaci di evocare miti prima ancora che concetti. Nella lingua grecanica, anima di una parte della Calabria ionica, “Mega Galmata” significa “Grandi Sculture”. Ed è proprio su questo significato – e alla materia viva della pietra – che prenderà forma un progetto culturale destinato a lasciare un segno profondo nel territorio e nella comunità locale.
Dal 26 settembre al 3 ottobre 2026, Brancaleone insieme a Bova, Bruzzano Zeffirio e S. Agata del Bianco diventeranno lo scenario del “Mega Galmata – Simposio Internazionale di Scultura Contemporanea”, con il patrocinio della Commissione Europea e organizzato dall’Istituto per l’Arte e il Restauro “Palazzo Spinelli” di Firenze.
L’iniziativa verrà ufficialmente presentata alla stampa e al pubblico venerdì 25 settembre 2026, alle 11:00, nella Sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale della Calabria a Reggio Calabria. Un evento istituzionale che vedrà la partecipazione dei vertici del Consiglio Regionale – con i saluti del presidente Salvatore Cirillo e del vicepresidente Pietro Crinò – a testimonianza di quanto questo evento rappresenti un tassello strategico per il rilancio culturale del territorio.
Alla conferenza parteciperanno i sindaci dei comuni su cui ricade il progetto: Silvestro Garoffolo (Brancaleone, comune capofila), Santo Casile (Bova), Giuseppe Antonio Cuzzola (Bruzzano Zeffirio) e Domenico Stranieri (Sant’Agata del Bianco). Insieme a loro, i protagonisti della direzione scientifica e artistica del progetto: Emanuele Amodei (Presidente dell’Istituto Palazzo Spinelli), Francesco Gallo Mazzeo (Direttore Artistico), Luca Arlotto (Presidente del Comitato Scientifico) e Vighen Avetis (Direttore Tecnico del Simposio).
A rendere ancora più interessante l’incontro ci sarà la presenza degli artisti protagonisti, scultori di riconosciuta fama arrivati da Armenia, Georgia, Grecia, India, Iran, Polonia e Italia.
Ciò che accadrà durante i giorni del simposio, sarà realizzare quell’idea illuminante di restituire alla scultura la sua dimensione artigianale, pubblica e partecipata.
A Brancaleone, all’interno di uno spazio laboratorio appositamente allestito all’interno della struttura ricettiva dell’hotel – villaggio Altalia, gli otto maestri lavoreranno la pietra a vista, permettendo a cittadini, studenti e visitatori di assistere alla nascita dell’opera che emergerà gradualmente dal blocco grezzo di pietra. Il programma prevede inoltre un nutrito calendario di stage, conferenze, dimostrazioni pratiche ed interventi di restauro distribuiti nei borghi vicini, intrecciando la creazione contemporanea con la storia secolare dei luoghi. Al termine della manifestazione, le opere monumentali rimarranno in eredità al territorio, ponendo le basi per un vero e proprio museo a cielo aperto.
In quest’epoca in cui la fruizione culturale spesso è rapida e immateriale, “Mega Galmata” guarda alla concretezza della materia e al fascino immortale del gesto artistico. È un invito a riscoprire la bellezza dell’entroterra calabrese, unendo la memoria grecanica e la tradizione della Locride con i linguaggi dell’arte contemporanea internazionale.
L’iniziativa punta così ad accendere i riflettori su un comprensorio ricco di fascino e identità, offrendo un modello di turismo culturale sostenibile, dove l’opera d’arte non è solo un oggetto da ammirare, ma il risultato di un incontro tra culture e territori.
Info per la stampa:

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Mimmo Tuscano

Mimmo Tuscano

Classe '68: l’anno delle rivoluzioni, e le premesse ci sono tutte. Mimmo Tuscano nasce analogico nel profondo Sud a Brancaleone (RC), impatta con la Generazione X e si ritrova immerso nel digitale senza aver mai chiesto il permesso. Licenza scientifica, laurea in Scienze Politiche e l'incurabile vizio di voler capire le cose prima di mandarle giù. Gli dicono che è un "bastian contrario"? Sbagliato: è solo allergico al pensiero unico. Dagli anni ’80 ammorba l'etere e le pagine stampate — radio locali, fanzine universitarie, giornali — parlando e scrivendo a flusso continuo. Per pagare le bollette fa l'imprenditore nel terziario, ma la vera professione resta l'indipendenza: dice ciò che vuole perché non deve dire grazie a nessuno. Colonna sonora di una vita vissuta ad alto volume? Esclusivamente il Rock, duro e puro. Un uomo libero, irriverente quanto basta e decisamente senza filtri

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