Savuto’s Fair | Fiera d’arte e parole nel ricordo di Pino Miniaci

Da venerdì 28 agosto fino a domenica 30 tra Grimaldi e Malito. Il Savuto non è solo un fiume, ma è il luogo dell’infanzia di Pino Miniaci e di tutti coloro che abitano i paesi che si abbarbicano sui suoi colli e che due volte all’anno animano la plurisecolare “Fiera”
18 Agosto 2026
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Pino Miniaci

La lingua inglese permette un gioco di parole: Savuto’s Fair è sia “Fiera del Savuto”, sia “Il Savuto è giusto, equo, leale”. La lussureggiante e misconosciuta valle del fiume Savuto ha una storia antichissima. Attraversata dalla antica via Annia-Popilia, ha visto nei secoli il passaggio di genti di ogni provenienza. Il Savuto non è solo un fiume, ma, è il luogo dell’infanzia di Pino Miniaci e di tutti coloro che abitano i paesi che si abbarbicano sui suoi colli e che due volte all’anno animano la plurisecolare “Fiera”, che è stata sempre simbolo di incontri e di pace, non solo centro nevralgico dei commerci tra il catanzarese e il cosentino. Proprio per questo “Fair” vuol significare anche luogo di giustizia e solidarietà. Questo avrebbe voluto Pino Miniaci: che la sua terra divenisse punto di rinnovate relazioni umane, di scambi culturali e di nuovi stimoli di crescita.

Ricordare Pino Miniaci

Era l’11 aprile 2019, un giovedi, quando l’artista calabrese morì improvvisamente, lasciando la sua casa di Malito nel silenzio e nel dolore dei suoi cari. Pino era nato il 29 agosto del 1959 a Grimaldi, da cui si era allontanato presto per poter studiare. Tornó in Calabria dopo anni trascorsi tra gli studi all’Accademia di Belle Arti di Viterbo, dove fu allievo del maestro Aldo Caron, e l’insegnamento di scultura nelle scuole trentine e campane. A distanza di tempo SeminAria vuole ricordare in modo più strutturato e duraturo l’uomo e l’artista. Generosità, gentilezza, bontà d’animo e disponibilità verso gli altri erano connaturate al suo essere artista e insegnante. E uomo di fede. Nelle sue opere di qualsiasi materiale esse fossero fatte, tela, legno, ferro, ceramica, bronzo, gesso, pietra, essa rivestiva un ruolo centrale. Il “volo”, ad esempio, uno dei suoi temi ricorrenti, era il simbolo del rapporto tra l’alto e il basso, tra il finito e l’infinito, tra l’uomo e Dio. Per Pino Miniaci anche il metallo più pesante assumeva una levità di uccello. Era come se Dio lo ispirasse.

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Il Cristo di Montescuro

Tutte le sue opere risentono di una profonda carica umana, della condivisione per il dolore altrui, della cum-passio: quanti hanno osservato con attenzione il suo “Cristo di Montescuro”? È necessario in questi tristi tempi di guerra e dolore riprendere tutta la sua opera, gettare uno sguardo non distratto su dipinti e sculture disseminate ovunque, magari iniziando da quelle sotto gli occhi di tutti: “Madre con soldato morente” in piazza a Malito, o i bassorilievi della ” Via Crucis” dispersi tra le vie di Grimaldi. Tra i propositi di Seminaria la visione condivisa di queste opere bronzee è primaria. L’inizio della “Fiera” è previsto per venerdi 28 agosto alla 17 proprio davanti alla scultura posta in piazza del Popolo a Malito. Porteranno i saluti il sindaco Franco De Rosa e Anna Petrungaro, presidente di SeminAria.

Tutti alla Petrara

Si proseguirà poi nel “buen retiro” della Petrara, dove si potrà visitare lo studio dell’artista e ammirare altre sue opere insieme a quelle degli ospiti Maria Naccarato e Franco Daddo Scarpino. Tre raffinati poeti, Mario Saccomanno, Anna Petrungaro e Giuseppe Condorelli, animeranno la serata di questa amena località della valle del Savuto discutendo e chiacchierando di arte e letteratura davanti a un buon bicchiere di vino, arricchita dalla musiche dello stesso Saccomanno. “Savuto’s Fair” ((Instagram: @savutosfair. Facebook: seminariaculture)), a cui tutti sono invitati, non si potrebbe svolgere senza il sostegno della famiglia Miniaci/Pizzuti e il patrocinio delle amministrazioni di Malito e Grimaldi, nonché della collaborazione della Pro Loco grimaldese. Sotto la guida di Pierluigi Pedretti e con la preziosa e fattiva collaborazione di Antonietta Malito, Ludovica Miniaci, Franco Araniti, Michele Andronico, Rosario Pedretti, Bruno Pino e Giovanni Fata, che a vario titolo interverranno, saranno possibili sia gli incontri con gli autori sia le escursioni di arte, storia e natura. Infatti, il mattino dopo, sabato 29 agosto, a Grimaldi, dopo i saluti del sindaco Paolo Stilla partirà la visita delle formelle bronzee della famosa “Via Crucis” di Miniaci. Il trekking urbano si concuderà con un aperitivo/rinfresco a cura dell’amministrazione comunale.

 

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Nel pomeriggio si tornerà alla Petrara di Malito per una intensa discussione intorno alla scrittura di Francesca Anili e dell’antropologo Mauro F. Minervino. Il sax del giovanissimo Emanuele Germanese renderà più affascinante il calar del sole. Last but not least la conclusione di domenica 30 agosto. Santa Lucerna, il monte a cui Pino Miniaci era particolarmente legato, vedrà fin dal mattino i suoi sentieri percorsi dagli escursionisti di Savuto’s Fair alla ricerca non solo delle bellezze della natura ma anche sulle tracce degli uomini del passato. Non a caso a chiudere la manifestazione è stato chiamato il prof. Fabrizio Mollo, archeologo dell’università di Messina, profondo conoscitore della storia del territorio.

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