I romanzi corali sono in genere caratterizzati dalla molteplicitร dei punti di vista, cosรฌ da offrire una visione caleidoscopica degli eventi e dove spesso il vero protagonista รจ una comunitร piuttosto che un singolo individuo. Non sono opere semplici da padroneggiare per un autore, che si trova alle prese con un equilibrio narrativo non semplice da sostenere: bisogna che i personaggi principali ricevano uno spazio e un’attenzione adeguata per valorizzare l’introspezione psicologica e le relazioni interpersonali piuttosto che lโazione.
Gli esempi nella letteratura mondiale sono tanti; in quella italiana non tutti sono riusciti. Fra i piรน famosi ci sono sicuramente I Malavoglia, Il mulino del Po, Fontamara, Le terre del Sacramento, che per temi, luoghi e tempi sembrano assonanti allโinteressante romanzo di Francesca Anili, La terra non ha memoria (ilfilorosso, pp.272, โฌ 15), che vede come vera protagonista lโarea crotonese del Marchesato, una terra brulla e argillosa che dal mare si dilunga fino alle pendici della Sila orientale. ยซQuando, nelle sere dโestate, la brezza che viene dal mare inizia a trascolorare il sipario del cielo. Mentre il velario azzurro declinava nellโarancio e poi nel viola, per adagiarsi in un cielo nero punteggiato di stelle luminosissime, anche il frinire impazzito si acquetavaยป, scrive la Anili.

La strage di Melissa: qui inizia il romanzo di Francesca Anili
Il romanzo inizia nel fatidico 1949 quando i contadini si ribellano perchรฉ vogliono terra. A Melissa, in contrada Fragalร , le forze dellโordine intervengono duramente e compiono una strage: tre morti e decine di feriti. In conseguenza dellโeccidio e della risonanza mediatica, il governo De Gasperi non puรฒ non intervenire. Si stabilisce che le terre incolte dei latifondisti devono essere assegnate ai senza terra. Si avvia cosรฌ il grande piano che unisce i contadini in associazioni assegnatarie per la costruzione di case rurali e per lโimpianto di nuovi villaggi, come quello di San Leonardo, pensato con la riforma agraria voluta da Fausto Gullo e messo in pratica da un grande progettista, il torinese Giovanni Astengo.
Fin dal primo capitolo, dunque, la scrittrice di origine crotonese ci immerge in un mondo fatto di povertร estrema, di violenza e di morte. E di speranze.
I personaggi entrano in scena alla spicciolata: Saverio, il barista Ciccio, Mena e Antonio, Maria e Giannino, Lidia e Luigi, Fina e Gustino, Santoโฆ Uno di essi colpisce subito il lettore per la sua particolaritร : non รจ del Marchesato. ร uno straniero, addirittura รจ uno dei poliziotti che ha represso nel sangue la rivolta di Melissa: Pietro, inorridito da quel che รจ successo, ha deciso di stabilirsi tra i braccianti crotonesi, che gli ricordano tanto i contadini della sua Puglia. Attorno a questo uomo e a Saverio vediamo dipanarsi la matassa delle altre microstorie di uomini e donne in balรฌa spesso degli accadimenti.
Calabria-Brasile: andata e ritorno
Antonio e Mena, ad esempio, partono per il nuovo villaggio, dove trovano decine di altre famiglie che si accaniscono come loro a coltivare appezzamenti di terra troppo piccoli per dare vera speranza; comunque sia, essi costruiscono nuove relazioni umane. Mena, addirittura, imparando bene a scrivere, diventa la rappresentante politico-sindacali dei coloni. Coloro, invece, che non hanno assegnata alcuna terra sono โinvitatiโ ad emigrare, come Sarina, la giovanissima sorella di Saverio, che innamorata del vedovo Genio, padre di una bambina, lo accompagna in Brasile. Saranno tempi durissimi per loro: lo stato di San Paolo dove arrivano non รจ il paradiso a cui pensavano inseguendo sogni di prosperitร .
Francesca Anili intesse le vicende di qua e di lร dellโoceano attraverso un filo rosso, quello delle lettere che si scambiano nel corso degli anni Mena e Sarina. Molti anni dopo, nei โ70, Angelina, la figlia di Genio, partita dal Brasile della dittatura giunge nella Calabria dei suoi antenati, dove la riforma agraria non ha dato i frutti sperati e in migliaia hanno abbandonato la regione. Di quel tempo lontano ora non restano che macerie fisiche e mentali: case diroccate, disordine edilizio e solitudini. Come quelle di Pietro e Santo, per anni i โcuratoriโ di quella terra e di quella gente.
Da Melissa a Steccato di Cutro
Il romanzo si conclude nel 2023, quando due adolescenti, il โtorineseโ Fabio e il calabrese Leo, incontratisi in unโestate assolata e noiosa, erediteranno lโantica storia dei loro avi consegnatagli loro da Saverio, lโultimo dei testimoni della Storia con la S maiuscola, passata e presente: ยซChe ora il mare aveva messo il vestito buono, placatasi la mareggiata aveva restituito i frammenti dello scafo, le scarpe, i passaporti, i vestitini che non ce la potevi fare a guardarli.ยป
Pur a rischio frammentazione per una certa difficoltร a connettere le vicende dei numerosi personaggi, โLa terra non ha memoriaโ รจ sรฌ un romanzo complesso e complicato ma affascinante.
Utilizzando in prevalenza una narrazione in terza persona, con una repentina prima persona che caratterizza gli ultimi capitoli, Francesca Anili sa come emozionare padroneggiando in modo fuori dal comune un linguaggio spesso lirico con cui costruisce โstorieโ pervase da profonda empatia per i โvintiโ. Siano essi gli antichi abitanti di quella (sua) terra, o i nuovi che arrivano in Italia con la speranza che a volte si infrange, come nella sera del 25 febbraio 2023, sulla spiaggia di Steccato di Cutro.

