Messi a nudo, l’arte di fottersene della censura

12 Novembre 2025
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Guardano "L'origine del mondo" di Gustave Courbet

Negli ultimi anni, il mondo dellโ€™arte sta vivendo un nuovo capitolo di repressione e autocensura, che rischia di mettere in discussione i valori fondamentali della libertร  creativa. Sono sempre piรน frequenti i casi di opere e artisti messi al bando, criticati o censurati perchรฉ le loro espressioni vengono giudicate scomode, troppo provocatorie o semplicemente troppo sincere. Questa tendenza allโ€™oscurantismo culturale, alimentata dalla spettacolarizzazione dei casi di scandalo, minaccia di limitare un diritto fondamentale: quello di esprimersi liberamente, senza paura di essere giudicati o repressi.

Felicien Rops, Pornokrates, 1878,

La censura su Gauguinย 

Tra i piรน noti episodi della storia recente, si puรฒ ricordare la decisione di vietare le mostre dedicate a Paul Gauguin, accusato di aver avuto rapporti con minorenni, o la rimozione di alcune opere di Balthus, ritenute ingiustamente simbolo di pedofilia. Lโ€™arte erotica e la sua storia millenaria dimostrano come il sentimento, la provocazione e la libertร  di rappresentazione siano parte integrante del percorso umano e culturale. Dalle pitture rupestri del Paleolitico alle raffigurazioni erotiche dellโ€™antica Grecia, passando per le ceramiche Moche, le stampe shunga giapponesi e il Kฤma Sลซtra indiano, la storia dellโ€™arte ci parla di un continuo confronto tra tabรน e desiderio, tra moralitร  e libertร  espressiva.

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Lโ€™erotismo come bellezza

La stessa arte rinascimentale e i grandi maestri come Boucher, Fragonard o Courbet ci insegnano come lโ€™erotismo possa essere veicolo di bellezza, simbolo di unโ€™umanitร  fragile e potente allo stesso tempoย  e loro sono stati sottoposti a giudizi moralistici. Allora come oggi, questi giudizi gratuiti hanno alimentato un clima di intolleranza ma se allora restava in qualche testo o giornale o in una discussione da salotto perbenista, oggi si estende ai social media, i quali, paradossalmente, se da un lato ricoprono il ruolo di libera piattaforma di opinione e creazione, dallโ€™altro si trasformano a volte in censori di immagini di nudo e arte erotica, oscurando opere che hanno fatto parte della storia culturale dellโ€™umanitร .

Picasso, Scena erotica, 1903, olio su tela

 

All’inizio del ‘900, mentre Pablo Picasso creava i suoi primi dipinti erotici, Jean Renoir affermava che un quadro per essere buono doveva essere prodotto con i genitali. A Vienna operano Gustav Klimt ed il suo discepolo Egon Schiele; quest’ultimo, a causa dei suoi ritratti considerati esageratamente spinti e pornografici ha trascorso diverso tempo in prigione: molte tra le sue opere (soprattutto dipinti di giovani donne nude) sono state distrutte dalle autoritร  con l’accusa di essere rappresentazioni oscene che offendevano il buon costume ed il senso comune del pudore.

Lโ€™asfissia censoria si manifesta anche in modo piรน politicizzato, con episodi come quello delle statue coperte durante la visita dellโ€™allora presidente iraniano Hassan Rouhani in Italia nel 2016: un caso emblematico di come si utilizzi il simbolo e lโ€™immagine pubblica come strumenti di controllo, spesso alle spalle di unโ€™analisi critica o culturale piรน approfondita. รˆ un paradosso che i nuovi โ€œcensoriโ€ provengano in molti casi dagli ambienti progressisti, che si ergono a difensori di ciรฒ che percepiscono come โ€œmoralitร โ€ e โ€œrispettoโ€, dimenticando invece che lโ€™arte autentica nasce proprio dallโ€™audacia di mettere in discussione i valori e le convenzioni piรน radicate.

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Erotismo e pornografia

Dove si colloca, quindi, il confine tra libertร  e offesa? รˆ evidente che questa linea sia labile e soggetta a interpretazioni personali e culturali. La distinzione tra arte erotica e pornografia rappresenta un esempio lampante: la prima, intesa come espressione estetica che utilizza elementi erotici per veicolare significati piรน profondi e universali, รจ da sempre parte integrante della storia dellโ€™umanitร ; la seconda, invece, come rappresentazione esplicita di scene sessuali finalizzate esclusivamente a provocare eccitazione, viene spesso relegata a genere di nicchia o, peggio, a materiale โ€œoscenoโ€. La soggettivitร , infatti, gioca un ruolo centrale nel giudizio estetico, ma anche nel riconoscimento della libertร  di espressione: ciรฒ che รจ considerato arte per alcuni puรฒ essere offensivo o inaccettabile per altri, ma questo non deve diventare motivo di repressione, bensรฌ di confronto e dialogo.

La provocazione dellโ€™arte

La lunga storia dellโ€™arte ci testimonia come caratteristiche di provocazione, tabรน e sfide morali siano state spesso le leve piรน potenti per scuotere le coscienze, stimolare idee nuove e abbattere pregiudizi radicati. Dalle raffigurazioni erotiche dellโ€™antica Grecia alle opere di artisti rinascimentali come Boucher, Fragonard e Courbet, il continente europeo ha sempre avuto un rapporto complesso con la rappresentazione del desiderio e della sensualitร . La stessa tradizione rivoluzionaria della pittura โ€œeroticaโ€ di epoca moderna, con opere emblematiche come โ€œIl bagnoโ€ di Manet o โ€œLโ€™origine del mondoโ€ di Courbet, rivela come lโ€™arte sia uno strumento potente anche per mettere in discussione i tabรน morali e sociali, utilizzando la provocazione come veicolo di libertร .

Edvard Munch, Cupido, 1907

La societร  del controllo

Ma perchรฉ, oggi, si tende invece a censurare o a reprimere questa stessa libertร ? La risposta si trova in un contesto culturale e sociale che ha ormai radicato nel proprio DNA il desiderio di conformismo e di controllo. La paura di offendere, di disturbare o di essere giudicati impone unโ€™ingessatura che rischia di soffocare anche i messaggi piรน autentici e necessari. รˆ importante ricordare che lโ€™arte, al suo livello piรน profondo, รจ semplice e pura libertร .ย  Del resto Gustav Courbet diceva: ยซHo cinquant’anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarรฒ morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui รจ appartenuto รจ stata la libertร ยป.

Armando Rossi

architetto e docente di Storia dell’arte