Ciclosofia | Il Savuto tra meraviglia e abbandono

Carpanzano e Scigliano, due paesi e due terre da percorrere in sella alla nostra bici. Dal Mantello di Carlo V al Ponte di Annibale. Ma pure i sentieri interrotti e i paesi che si svuotano
10 Settembre 2026
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Gli esperti ci spiegano ogni fine estate come superare il trauma del rientro dalle vacanze con consigli di ogni genere. Ogni anno si ripete lo stesso copione: gli amici e parenti che stanno per rientrare nelle cittร  del Nord per studio o lavoro o, peggio, tornare dalle famiglie allโ€™estero vanno in depressione almeno una settimana prima della partenza. Un fenomeno meno noto รจ perรฒ quello della sindrome dellโ€™abbandono che colpisce coloro che restano al Sud. E ora che facciamo, si chiedono i โ€œrestantiโ€. La gioia, anzi lโ€™euforia, che ci ha travolto tra luglio ed agosto finisce velocemente e ora ci barcameniamo tra tristezza e malinconia. Non รจ bello abitare nei paesi del Mezzogiorno piรน profondo, sempre piรน vuoti di vita. Ognuno si arrangia come puรฒ per adattarsi al cambiamento. Io, per scacciare i brutti pensieri, vado in bicicletta. E cosa cโ€™รจ di meglio se non una bella pedalata per la mia valle, quella del Savuto?

Questa prima domenica di settembre decido di puntare su Carpanzano, paese posto sui rilievi alla sinistra idrografica del fiume. Per chi non lo sapesse questo piccolo paese della Calabria si trova a meno di trenta chilometri da Cosenza, ma รจ praticamente sconosciuto ai piรน, eppure, per chi riesce ad arrivarci la vera sorpresa รจ quella di fare un balzo negli anni โ€™60 del secolo scorso. Lโ€™isolamento e lo spopolamento lo hanno immobilizzato nel tempo. Carpanzano conserva, oltre alle โ€œreliquieโ€ del passato recente, due ben piรน antiche preziositร : la basilica cinquecentesca della Madonna delle Grazie e il mantello dellโ€™imperatore Carlo V. Incredibile! Vi chiederete come ci sia finito. Ma io non vi voglio raccontare questa storia. A distanza di otto anni โ€“ erano i tempi del mio โ€œUn demone in biciclettaโ€ – voglio ripercorrere quelle che gli americani chiamerebbero โ€œstrade bluโ€ e che noi definiamo le vie secondarie, quelle che connettono i paesi interni dellโ€™Appennino meridionale, la cosiddetta โ€œterra dellโ€™ossoโ€. La definizione di Manlio Rossi-Doria calza a pennello, perchรฉ non attraverserรฒ la โ€œterra della polpaโ€, fatta di terreni pianeggianti e fertili, ma farรฒ un piccolo viaggio esemplificativo di quel che sta diventando la Calabria interna, un territorio di folta vegetazione, ma aspro, povero, segnato dallโ€™emigrazione e dallโ€™abbandono. Nonchรฉ dal calo demografico.

Rassegnarsi o sperare? Con questa idea in testa scendo dai 650 metri di altitudine di Grimaldi fino allo svincolo autostradale di Altilia, dove nelle vicinanze da diversi anni รจ presente un rifornimento di benzina con bar annesso. Punto di congiunzione delle province di Catanzaro e Cosenza, รจ divenuto punto di ritrovo degli abitanti dei paesi della valle. Osservo il via vai di persone che si avvicendano tra il rifornimento delle loro auto e un caffรจ. Resto sempre impressionato da questi โ€œnon luoghiโ€ perduti nel nulla abitativo, ma capaci di vedere sorgere dal niente anche un albergo e un centro commerciale. Prima di inforcare nuovamente la bici la mente mi va allโ€™antichissima Fiera del Savuto, che ancora resiste (per quanto?) a Ferragosto e al 7 settembre. Non si vendono piรน gli animali, i mercanti di una volta sono spariti per cedere il posto ai piccoli commercianti da bancarella.

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Il ponte romano a Scigliano (foto Marianna.centrostudi, fonte Wikipedia)

Al bivio prendo la strada provinciale per Scigliano e dopo due chilometri attraverso il lungo ponte sul fiume, ridotto in quel punto a poco piรน di un grosso ruscello per la scarsitร  di piogge. Comincia subito dopo la salita. Pedalo in un fresco mattino grazie alla fitta vegetazione che mi fa ombra e mi consente di raggiungere senza eccessivi patemi una insegna. Segnala il famoso โ€œponte di Annibaleโ€, in realtร  un costrutto originariamente romano ma ricostruito in epoca medievale. Lโ€™ho visitato molte volte e ve ne risparmio la descrizione anche per la temibile discesa in pietra che dovrei affrontare. Assolutamente da visitare, anche se il cartello che lo indica, rovinato dallโ€™incuria non depone certo bene e mi fa presagire cose non buone.

Pedalo ora sempre piรน tonico accompagnato dal sottofondo dei mezzi che percorrono la A2 sullโ€™altro lato della valle. Giunto ad un tornante e diradatasi per un momento la vegetazione osservo la Gran Via del Sud. Qualsiasi cosa ne pensiate, e denigrata a ogni piรจ sospinto, resta unโ€™opera di alta ingegneria italiana: ponti e gallerie si susseguono di continuo fino ad arrivare al capolavoro del viadotto dello Stupino, uno dei piรน alti dโ€™Italia. Ancora pochi chilometri e giungo infine nella piazza-balcone di Scigliano. Come altre volte resto affascinato โ€“ nonostante delle brutte case popolari lร  davanti – dallo spettacolo che vi si gode: lโ€™intera valle scorre sotto lo sguardo che arriva fino al mar Tirreno. Mi sto rifocillando al tavolo di un bar quando la vista mi cade su un interessante vicolo martoriato perรฒ dallโ€™incuria e da ben sei enormi condizionatori. La cosa terribile รจ che il signore accanto a me a cui chiedo spiegazioni non vede assolutamente il brutto. Per lui รจ normale che sia cosรฌ.

Rimonto sulla mia nera mountain bike che sembra un destriero focoso e mi avvio verso Carpanzano. Trovo perรฒ dopo un paio di chilometri, superato il vecchio monastero dove alloggiano ora gruppi di famiglie africane, una sorpresa: รจ vietato il transito. In unโ€™auto sotto lโ€™ombra di un enorme castagno รจ seduto un uomo. Lo interrogo e lui mi dice โ€œpuoi passare, tanto hai la biciโ€. La strada che percorro mi lascia inquieto. Tutta lโ€™area รจ stata colpita mesi fa da violenti piogge che hanno abbattuto alberi e provocato smottamenti. Pedalo per circa sette chilometri una โ€œstrada bluโ€ che in altri momenti sarebbe stata apprezzata per il paesaggio rigoglioso di montagne lussureggianti.

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Dallโ€™alto intravedo poco piรน in basso la vecchia ferrovia Cosenza-Catanzaro, da anni in ricostruzione. Ciรฒ che osservo mi lascia perplesso: una galleria malmessa e binari coperti da detriti. Che tristezza! Sarebbe una meraviglia per turisti e appassionati di treni percorrere una valle del genere. Speriamo in meglio? Intanto sono giunto alle soglie del paese, mi infilo nei vicoli, mi fermo alla fontanella della piazza per riempire la borraccia e osservo lo straordinario portale della misconosciuta basilica. Percorro Carpanzano non incontrando unโ€™anima viva. Solo una piccola rivendita alimentare segnala che qualcuno vi abita. Mi stordisco con il vento nella discesa verso il Savuto, e rifletto sul fatto che il paese รจ piรน famoso per il forno crematorio, dove le salme arrivano da tutto il Mezzogiorno, che per le sue bellezze. Forse รจ stato scelto proprio per questo: รจ a pochi chilometri dallo svincolo autostradale di Rogliano ma รจ anche cosรฌ isolato. Sto pedalando ora velocemente per lโ€™antica SS 19 delle Calabrie, quando giunto ad un incrocio trovo la strada sbarrata da blocchi di cemento.

Impossibile proseguire per Marzi e Pianolago se non prendendo una derivazione-scorciatoia che solca il fiume su un ardito viadotto di โ€œrecenteโ€ costruzione e che avrebbe dovuto togliere dallโ€™isolamento tutta lโ€™area montana a sud di Rogliano. Frane e imperizia progettuale hanno travolto la strada tanto che la si percorre con estrema difficoltร . Lo scandalo รจ che una via del genere รจ aperta al traffico. La fatica si fa sentire, la salita รจ dura, entro in una buia galleria semi-ostruita da terriccio e calcinacci, prego Iddio che me la mandi buona. Infine, disidratato e affamato spunto nei pressi della provinciale per Malito e Grimaldi. Sono ritornato alla civiltร : un nuovo hard-discount alimentare, il cui parcheggio รจ stracolmo di automobili, รจ lร  che (mi) attende.

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Pierluigi Pedretti

Pierluigi Pedretti

Pierluigi Pedretti, grimaldese con ascendenze trentine, vive attualmente a Cosenza. Scrive da molti anni di cultura su blog e riviste. Ha collaborato con giornali regionali ( La provincia cosentina, Il quotidiano del sud, Calabria ora), e nazionali (Liberazione e La Rinascita). Ha pubblicato alcuni libri di carattere storico e antropologico come "Un demone in bicicletta" (2018) e "Roma sul Savuto" (2022). Nel 2025 ha dato alle stampe il suo primo romanzo "Ester e il sovversivo" (Edizioni Efesto). Insieme all'associazione "Seminaria culture" cura incontri con scrittori e poeti prevalentemente su temi sociali e civili. Oltre alla scrittura nutre due grandi passioni: la natura e il ciclismo.

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