Gli esperti ci spiegano ogni fine estate come superare il trauma del rientro dalle vacanze con consigli di ogni genere. Ogni anno si ripete lo stesso copione: gli amici e parenti che stanno per rientrare nelle cittร del Nord per studio o lavoro o, peggio, tornare dalle famiglie allโestero vanno in depressione almeno una settimana prima della partenza. Un fenomeno meno noto รจ perรฒ quello della sindrome dellโabbandono che colpisce coloro che restano al Sud. E ora che facciamo, si chiedono i โrestantiโ. La gioia, anzi lโeuforia, che ci ha travolto tra luglio ed agosto finisce velocemente e ora ci barcameniamo tra tristezza e malinconia. Non รจ bello abitare nei paesi del Mezzogiorno piรน profondo, sempre piรน vuoti di vita. Ognuno si arrangia come puรฒ per adattarsi al cambiamento. Io, per scacciare i brutti pensieri, vado in bicicletta. E cosa cโรจ di meglio se non una bella pedalata per la mia valle, quella del Savuto?
Questa prima domenica di settembre decido di puntare su Carpanzano, paese posto sui rilievi alla sinistra idrografica del fiume. Per chi non lo sapesse questo piccolo paese della Calabria si trova a meno di trenta chilometri da Cosenza, ma รจ praticamente sconosciuto ai piรน, eppure, per chi riesce ad arrivarci la vera sorpresa รจ quella di fare un balzo negli anni โ60 del secolo scorso. Lโisolamento e lo spopolamento lo hanno immobilizzato nel tempo. Carpanzano conserva, oltre alle โreliquieโ del passato recente, due ben piรน antiche preziositร : la basilica cinquecentesca della Madonna delle Grazie e il mantello dellโimperatore Carlo V. Incredibile! Vi chiederete come ci sia finito. Ma io non vi voglio raccontare questa storia. A distanza di otto anni โ erano i tempi del mio โUn demone in biciclettaโ – voglio ripercorrere quelle che gli americani chiamerebbero โstrade bluโ e che noi definiamo le vie secondarie, quelle che connettono i paesi interni dellโAppennino meridionale, la cosiddetta โterra dellโossoโ. La definizione di Manlio Rossi-Doria calza a pennello, perchรฉ non attraverserรฒ la โterra della polpaโ, fatta di terreni pianeggianti e fertili, ma farรฒ un piccolo viaggio esemplificativo di quel che sta diventando la Calabria interna, un territorio di folta vegetazione, ma aspro, povero, segnato dallโemigrazione e dallโabbandono. Nonchรฉ dal calo demografico.
Rassegnarsi o sperare? Con questa idea in testa scendo dai 650 metri di altitudine di Grimaldi fino allo svincolo autostradale di Altilia, dove nelle vicinanze da diversi anni รจ presente un rifornimento di benzina con bar annesso. Punto di congiunzione delle province di Catanzaro e Cosenza, รจ divenuto punto di ritrovo degli abitanti dei paesi della valle. Osservo il via vai di persone che si avvicendano tra il rifornimento delle loro auto e un caffรจ. Resto sempre impressionato da questi โnon luoghiโ perduti nel nulla abitativo, ma capaci di vedere sorgere dal niente anche un albergo e un centro commerciale. Prima di inforcare nuovamente la bici la mente mi va allโantichissima Fiera del Savuto, che ancora resiste (per quanto?) a Ferragosto e al 7 settembre. Non si vendono piรน gli animali, i mercanti di una volta sono spariti per cedere il posto ai piccoli commercianti da bancarella.

Al bivio prendo la strada provinciale per Scigliano e dopo due chilometri attraverso il lungo ponte sul fiume, ridotto in quel punto a poco piรน di un grosso ruscello per la scarsitร di piogge. Comincia subito dopo la salita. Pedalo in un fresco mattino grazie alla fitta vegetazione che mi fa ombra e mi consente di raggiungere senza eccessivi patemi una insegna. Segnala il famoso โponte di Annibaleโ, in realtร un costrutto originariamente romano ma ricostruito in epoca medievale. Lโho visitato molte volte e ve ne risparmio la descrizione anche per la temibile discesa in pietra che dovrei affrontare. Assolutamente da visitare, anche se il cartello che lo indica, rovinato dallโincuria non depone certo bene e mi fa presagire cose non buone.

Pedalo ora sempre piรน tonico accompagnato dal sottofondo dei mezzi che percorrono la A2 sullโaltro lato della valle. Giunto ad un tornante e diradatasi per un momento la vegetazione osservo la Gran Via del Sud. Qualsiasi cosa ne pensiate, e denigrata a ogni piรจ sospinto, resta unโopera di alta ingegneria italiana: ponti e gallerie si susseguono di continuo fino ad arrivare al capolavoro del viadotto dello Stupino, uno dei piรน alti dโItalia. Ancora pochi chilometri e giungo infine nella piazza-balcone di Scigliano. Come altre volte resto affascinato โ nonostante delle brutte case popolari lร davanti – dallo spettacolo che vi si gode: lโintera valle scorre sotto lo sguardo che arriva fino al mar Tirreno. Mi sto rifocillando al tavolo di un bar quando la vista mi cade su un interessante vicolo martoriato perรฒ dallโincuria e da ben sei enormi condizionatori. La cosa terribile รจ che il signore accanto a me a cui chiedo spiegazioni non vede assolutamente il brutto. Per lui รจ normale che sia cosรฌ.
Rimonto sulla mia nera mountain bike che sembra un destriero focoso e mi avvio verso Carpanzano. Trovo perรฒ dopo un paio di chilometri, superato il vecchio monastero dove alloggiano ora gruppi di famiglie africane, una sorpresa: รจ vietato il transito. In unโauto sotto lโombra di un enorme castagno รจ seduto un uomo. Lo interrogo e lui mi dice โpuoi passare, tanto hai la biciโ. La strada che percorro mi lascia inquieto. Tutta lโarea รจ stata colpita mesi fa da violenti piogge che hanno abbattuto alberi e provocato smottamenti. Pedalo per circa sette chilometri una โstrada bluโ che in altri momenti sarebbe stata apprezzata per il paesaggio rigoglioso di montagne lussureggianti.
Dallโalto intravedo poco piรน in basso la vecchia ferrovia Cosenza-Catanzaro, da anni in ricostruzione. Ciรฒ che osservo mi lascia perplesso: una galleria malmessa e binari coperti da detriti. Che tristezza! Sarebbe una meraviglia per turisti e appassionati di treni percorrere una valle del genere. Speriamo in meglio? Intanto sono giunto alle soglie del paese, mi infilo nei vicoli, mi fermo alla fontanella della piazza per riempire la borraccia e osservo lo straordinario portale della misconosciuta basilica. Percorro Carpanzano non incontrando unโanima viva. Solo una piccola rivendita alimentare segnala che qualcuno vi abita. Mi stordisco con il vento nella discesa verso il Savuto, e rifletto sul fatto che il paese รจ piรน famoso per il forno crematorio, dove le salme arrivano da tutto il Mezzogiorno, che per le sue bellezze. Forse รจ stato scelto proprio per questo: รจ a pochi chilometri dallo svincolo autostradale di Rogliano ma รจ anche cosรฌ isolato. Sto pedalando ora velocemente per lโantica SS 19 delle Calabrie, quando giunto ad un incrocio trovo la strada sbarrata da blocchi di cemento.
Impossibile proseguire per Marzi e Pianolago se non prendendo una derivazione-scorciatoia che solca il fiume su un ardito viadotto di โrecenteโ costruzione e che avrebbe dovuto togliere dallโisolamento tutta lโarea montana a sud di Rogliano. Frane e imperizia progettuale hanno travolto la strada tanto che la si percorre con estrema difficoltร . Lo scandalo รจ che una via del genere รจ aperta al traffico. La fatica si fa sentire, la salita รจ dura, entro in una buia galleria semi-ostruita da terriccio e calcinacci, prego Iddio che me la mandi buona. Infine, disidratato e affamato spunto nei pressi della provinciale per Malito e Grimaldi. Sono ritornato alla civiltร : un nuovo hard-discount alimentare, il cui parcheggio รจ stracolmo di automobili, รจ lร che (mi) attende.


