Pietro Spirito

Pietro Spirito

Pietro Spirito è un economista dei trasporti. Ha maturato la sua esperienza professionale nel Gruppo Ferrovie dello Stato, è stato direttore generale e Presidente dell’Interporto di Bologna, direttore operativo di Atac, Presidente dell’Autorità di Siatena del Mar Tirreno centrale. Oggi insegna Management delle Infrastrutture presso Universitas Mercatorum. È autore di saggi e libro sui temi della mobilità. Il suo ultimo libro, “Il futuro dei siatemi portuali italiani”, Guida Editore, ha vinto il Premio Sele d’Oro.

Zes al palo, ora servono oasi nel deserto industriale

Nella definizione degli incentivi per le Zes (zone economiche speciali) si è perso un sacco di tempo. La legge aveva individuato subito il credito di imposta sugli investimenti come attrattore delle imprese. Ci sono poi voluti due anni per stabilire che il
17 Settembre 2021

Zes a Gioia Tauro, tutto quello che non ha funzionato

Da quattro anni è stata approvata in Italia la norma primaria che ha istituito le zone economiche speciali nelle regioni meridionali del nostro Paese. La Calabria ne è parte integrante, con la ZES di Gioia Tauro. Il momento è opportuno per tracciare
16 Settembre 2021

Questione calabrese, l’economia non cresce con i gattopardi

C’è una questione calabrese nella più ampia questione meridionale. Non appartiene più alla verità dei fatti la descrizione di un Mezzogiorno compatto nella sua arretratezza. Sia pure con un modello geografico a chiazze isolate, qualche territorio meridionale ha intercettato percorsi di nuova
9 Settembre 2021

Pnrr ultimo treno di una regione disconnessa

Viviamo tempi radicalmente differenti rispetto alle caratteristiche sociali ed economiche che hanno segnato il ventesimo secolo. Eravamo abituati a considerare fondamentali per lo sviluppo le questioni legate all’intervento pubblico per l’avvio della industrializzazione. Ne abbiamo conosciuto la parabola, soprattutto nelle regioni meridionali:
1 Settembre 2021

Porti, Sud e PNRR: dov’è la visione strategica?

La questione marittima, quindi dei porti, può costituire una delle opportunità da cogliere per riportare l’economia meridionale in una linea di galleggiamento, dopo i recenti decenni che hanno aumentato il divario rispetto al centro-nord. In un Paese con oltre 8.000 chilometri di
30 Luglio 2021

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