Ucciso dai clan, il Comune vuol spostare la scultura in sua memoria

24 Agosto 2021

La malavita ha tolto la vita a Luigi Gravina trentanove anni fa, ora il Comune di Paola potrebbe ucciderne il ricordo rimuovendo la scultura in sua memoria dal luogo dellโ€™omicidio per spostarla chissร  dove. A denunciarlo sono Luigina Violetta, la vedova di Gravina, e i suoi figli con una lettera indirizzata al sindaco Roberto Perrotta e al segretario generale della cittadina tirrenica.

Dal luogo del delitto a chissร  dove

La signora racconta che a contattarla in questi giorni sarebbe stato un dirigente comunale, Fabio Iaccino, informandola della volontร  dellโ€™amministrazione di spostare la statua da via Nazionale โ€“ lรฌ dove uccisero Gravina โ€“ e sollecitandola a collaborare ยซal fine di individuare con urgenza altra zona della cittร  idonea ove spostare la sculturaยป. Una proposta, questa, che non poteva che cogliere di sorpresa i familiari della vittima, che vorrebbero comprenderne le ragioni.

Stesso sindaco, idee diverse

Lโ€™aspetto piรน singolare della vicenda รจ che a volere quella scultura, la cui inaugurazione risale al 2004, in quel punto era stato proprio lo stesso Perrotta, allโ€™epoca come oggi sindaco di Paola. A quei tempi lโ€™amministrazione comunale scrisse di avvertire ยซin maniera molto forte, l’esigenza di onorare il ricordo del compianto Luigi Gravina, figlio di questa terra, deceduto tragicamente a Paola il 25.3.1982, per mano mafiosa, essendosi rifiutato, reiteratamente e con forte determinazione, di cedere alle insistenti e minacciose richieste estorsive della criminalitร  organizzata localeยป.

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La cerimonia inaugurale

Il movente del delitto, infatti, era stato il coraggio di Gravina, allora 33enne, di denunciare i malavitosi che si erano presentati per estorcergli denaro in cambio di protezione. Lโ€™artigiano pagรฒ quel rifiuto col sangue. E la sua cittร , seppur con grande ritardo, decise di omaggiarlo preservando la memoria di quella scelta letale. Era il 25 aprile del 2004 e allโ€™inaugurazione, oltre ai familiari parteciparono in tanti oltre ai familiari. Cโ€™era Perrotta ovviamente e con lui Jole Santelli, allโ€™epoca sottosegretario alla Giustizia, lโ€™ex presidente della Camera Luciano Violante, lโ€™allora procuratore capo Luciano dโ€™Emmanuele, lโ€™Avvocato generale dello Stato f.f. Francesco Italo Acri, gli ex sindaci Antonella Bruno Ganeri e Giovanni Gravina. Ma anche unโ€™altra donna del Tirreno cosentino che aveva perso il marito per mano della โ€˜ndrangheta, la vedova di Giannino Losardo.

Le ultime parole famose

In quellโ€™occasione Perrotta pronunciรฒ parole che la signora Violetta ancora ricorda: ยซCon tutto il dolore che puรฒ esistere โ€“ disse il sindaco quel pomeriggio – io vorrei essere sempre il figlio di chi รจ stato ucciso e non di chi ha ucciso. A Luigi va il nostro ricordo, il nostro pensiero e la nostra gratitudine per aver trovato il coraggio della denuncia.โ€ˆEra una persona affettuosa e un artigiano onesto; la sua morte violenta e crudele ci fa sentire ancor piรน vicini alla sua famiglia, a cui va tutto il nostro calore. Quanto accaduto non deve succedere piรน soprattutto nella cittร  di san Francesco, dove un fatto di questi รจ mille volte piรน scandaloso. Paola vuole essere una cittร  civile che vive cosรฌ come il suo grande primo cittadino ci ha insegnatoยป.

Un passo indietro delle istituzioni

Non รจ dato sapere cosa penserebbe il santo paolano del trasferimento della scultura a distanza di 17 anni fa. Nรฉ si puรฒ conoscere il suo giudizio sulla profanazione, era il 2012, di due targhe dedicate allo stesso Gravina in ricordo della sua morte. In quel caso i colpevoli erano dei vandali, stavolta รจ il Comune e alla famiglia della vittima la scelta del municipio รจ andata di traverso: ยซSpostare quel simbolo antimafia in altro luogo, significherebbe, a nostro avviso, svilire la figura di Luigi Gravina e indebolire la lotta alla mafia. รˆ come se la Istituzione si fosse in un certo senso tirata indietro, togliendo lustro allโ€™iniziativa di alloraยป.

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