L’etica a 5 stelle? Quarantamila euro per l’avvocato di Afflitto in Regione

5 Febbraio 2022
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Il Burc è ormai un oggetto di culto non solo per gli addetti ai lavori. Non tanto perché è un diario (non sempre aggiornatissimo) della vita amministrativa della Regione, quanto per le nomine di cui il Bollettino ufficiale puntualmente dà conto soprattutto nei primi mesi di ogni nuova consiliatura.

Scorrere i nomi dei beneficiari dei co.co.co. che il consiglio regionale assume, su indicazione diretta dei consiglieri regionali per far parte delle loro “strutture”, riserva infatti sempre nuove soddisfazioni agli amanti del genere.

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M5S? Erano moralizzatori

Non solo dalle parti della maggioranza, dove c’è chi riesce addirittura a farsi assumere sia dalla Giunta che dal Consiglio, o dell’opposizione “tradizionale”, in cui anche gli ex assessori regionali si reinventano portaborse. Ma anche nel campo di chi ha sempre indossato la veste moralizzatrice contro tutti i privilegi di cui gode la vituperata casta.

Sì, proprio i  Cinque stelle. Ora che sono entrati nel Palazzo, in attesa che rispolverino la loro proposta di legge che taglierebbe gli stessi stipendi che intanto stanno incassando, da un lato hanno rinunciato ai vitalizi – che non sono certo quelli di faraonici di una volta – ma dall’altro non stanno rinunciando a fare incetta di collaboratori.

Il legale diventa anche collaboratore del consigliere regionale

Tutto legittimo, certo, ma è quantomeno singolare che uno dei due consiglieri regionali eletti con l’M5S, il presidente della Commissione di Vigilanza Francesco Afflitto, chiami a far parte dello staff di collaboratori di fiducia anche il suo avvocato. Che è, per inciso, uno dei due legali che lo rappresentano in un contenzioso legale in cui viene contestata proprio la sua elezione a Palazzo Campanella.

Eugenio Vitale, si legge sull’ultimo Burc, sarà il suo responsabile amministrativo al 100% con un compenso di oltre 40mila euro all’anno. Ed è la stessa persona, a meno di improbabili omonimie, che lo rappresenta assieme a un altro avvocato nella causa che contro Afflitto ha intentato Alessia Bausone, che in fase di riconteggio ha conquistato il primo posto tra i non eletti nella lista M5S della circoscrizione centrale.

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La sede del Consiglio regionale della Calabria

L’avvocato e la causa con la Bausone

A distanza di poco più di una settimana dalla prima udienza, davanti al Tribunale di Catanzaro, della causa civile in cui Bausone sostiene la presunta ineleggibilità di Afflitto in relazione all’aspettativa dall’Asp di Crotone, quest’ultimo ha dunque indicato il suo avvocato per un incarico remunerato con soldi pubblici, uno di quelli che spettano – in più rispetto ai consiglieri “semplici” – ai presidenti di Commissione, ai capigruppo e ai componenti dell’Ufficio di Presidenza.

Annunciando un esposto «al competente consiglio di disciplina forense affinché valuti la compatibilità di tale curiosa circostanza con la deontologia a cui ogni avvocato ligiamente si deve attenere», Bausone non risparmia accuse pesanti al “rivale”: «I calabresi – chiede l’esponente dei 5stelle – devono pagare, di fatto, le spese legali per la difesa in giudizio di un consigliere regionale?».

Non manca infine una paradossale annotazione politica: il centrodestra, rispettando la prassi, ha permesso che un rappresentante dell’opposizione come Afflitto fosse eletto al vertice della Vigilanza; in attesa che l’organismo da lui guidato vigili – magari con lo zelo a cui l’M5S ha abituato la sua base – sull’operato della maggioranza, certamente c’è chi intanto vigila su di lui.

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Sergio Pelaia

Sergio Pelaia

Giornalista professionista, ha collaborato con il Quotidiano del Sud, è stato redattore del Corriere della Calabria, ha fondato e dirige la testata Il Vizzarro, collabora con la Gazzetta del Sud. È stato coautore di servizi per Rai 3 ("Crash"), Le Iene, Repubblica.it (R'E Le Inchieste e Mafie Blog) e alcuni suoi articoli sono citati nei libri Imperi criminali (di Attilio Bolzoni) e La rete degli invisibili (di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso).