Cosenza globale: il quartiere multietnico a due passi dal centro

9 Giugno 2022
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Kasbah, borgo, villaggio: il quartiere dell’autostazione รจ un mondo a sรฉ rispetto al resto di Cosenza. Contenitore di storie e di vite, migranti e stanziali. All’alba, nel silenzio della cittร  che ancora dorme, il quartiere si sveglia prima degli altri tra i rumori dello scarico della merce, le saracinesche che si alzano e il furtivo guardarsi intorno di chi ha trascorso la notte sulle panchine e sa che deve dileguarsi prima che arrivi il primo autobus carico di pendolari.

Il buongiorno multietnico dell’autostazione di Cosenza

Una pattuglia della polizia รจ allโ€™ennesimo giro di controllo e avanza lenta tra le corsie ancora deserte. Nel Buongiorno si intrecciano le lingue. Ognuno ringrazia il suo dio. Il bar sforna cornetti, prepara i primi caffรจ e comincia svogliatamente a popolarsi. Davanti al money transfer prende forma la mesta processione di chi รจ in attesa di un aiuto economico da familiari lontanissimi e chi conta i soldi che oggi invierร  a casa.

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Crocevia di storie e persone: l’autostazione di Cosenza

Il cinese Chang diventa Ciccioย 

In una cittร  in cui i pochi turisti restano incompresi e ci si affida ai gesti per comunicare, il paradosso รจ che qui i negozianti, anche i piรน anziani, si sono assicurati un repertorio di frasi per interagire in inglese con clienti di tutte le nazionalitร . Nella dimensione comunitaria del borgo i nomi, quelli impronunciabili, si reinventano in chiave cosentina. E cosรฌ Kaunadodo, che arriva dal Mali, per qualche bizzarra associazione diventa Tonino, mentre Chang che รจ cinese, per tutti รจ Ciccio. Il tempo รจ scandito da arrivi e partenze. I ragazzi nordafricani con i dreadlock, belli come statue, si mischiano agli studenti che a partire dalle sette scendono dai bus in arrivo dai paesi della provincia, incrociano le badanti col velo che tornano a casa dalle notti trascorse ad accudire gli anziani.

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Mamma africana con il suo bambino tra le corsie dell’autostazione di Cosenza

Degrado o luogo come un altro?

I viaggiatori di passaggio vanno ad acquistare nei bazar gestititi dai cinesi, la comunitร  araba mangia il kebab dallโ€™egiziano e fa la spesa nelle macellerie halal e nei supermercati che vendono prodotti internazionali. Le ragazze nigeriane si sistemano le treccine con i cosmetici acquistati allโ€™african shop. Qui acquistano prodotti specifici per la loro pelle e trucchi che valorizzano lโ€™incarnato. Ci sono sguardi indignati e sguardi indulgenti. Per alcuni questa babele รจ causa di degrado e criminalitร , per altri รจ un luogo come un altro.

I cosentini non si sentono al sicuro

Il dato di fatto รจ che i residenti non si sentono al sicuro. Nei condomini quasi tutti hanno potenziato sistemi di allarme e telecamere. ยซGuardi quiยป, Anna mostra il suo cellulare, ยซ24 ore su 24 controllo dal mio telefono cosa accade davanti alla porta di casa. Se cโ€™รจ qualcuno un beep mi avverte. Viviamo cosรฌ, con la paura costante di rientrare nel portone o nel parcheggio e trovare qualche malintenzionatoยป. I palazzoni che fanno da cintura intorno allโ€™autostazione sono edifici eleganti con appartamenti di metrature smisurate rispetto agli standard attuali. Ogni amministrazione comunale che si รจ succeduta ha promesso il trasloco delle corsie dei bus con il loro pesante carico di inquinamento atmosferico. ยซArgomenti buoni solo in campagna elettorale โ€“ sbotta una signora davanti al supermercato โ€“ ormai abbiamo smesso di crederci. Questo era un quartiere di famiglie, professionisti, negozi. Adesso abbiamo spazzatura, traffico, degrado, prostitute, ubriaconi e risseยป.

Autostazione Cosenza: l’amicizia possibile e il compare cinese

I nomi sui citofoni, cancellati e sovrascritti, dicono qualcosa della geografia di questi condomini multietnici in cui al profumo del soffritto preparato dalla vecchietta del primo piano si mescola l’odore dell’aglio dell’adobo filippino. Arriva su, fino al quinto piano, dove incontrerร  le note speziate del pollo in padella affondato nel riso basmati della tradizione pakistana. รˆ tutto un dualismo, un alternarsi, passato e presente, nuovo e antico, prossimitร  e lontananze. Molti negozi storici resistono, convivono muro e muro con i negozi che aprono come funghi per assecondare le esigenze della popolazione multietnica che gravita intorno allโ€™autostazione. Certe volte i rapporti si trasformano in amicizia, un commerciante cinese ha dato al figlio il nome di un collega italiano e gli ha chiesto di battezzarlo. Certo non รจ sempre cosรฌ, ci sono situazioni di conflitto sempre sul punto di esplodere. Bande rivali che ogni tanto seminano il panico.

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ยซSono i ragazzi cosentini a darmi fastidioยป

ยซQuesto รจ un porto โ€“ dice un esercente che non vuole esporsi e chiede di restare anonimo โ€“ e nei porti si sa, arriva di tutto: la gente per bene e i disperati. Ma se vuole saperlo a me danno piรน fastidio gli italiani, i cosentini, i ragazzi che ho visto crescere nel mio quartiere e che oggi sono diventati degli sbandati. Mi presentano la tessera del reddito di cittadinanza e pretendono non la spesa ma i soldi. รˆ una continua richiesta, snervante, ossessiva. Gli rispondo: ma cโ€™รจ scritto banca sullโ€™insegna? Che rabbia. Certe volte sono costretto a chiudere prima, รจ lโ€™unico modo che ho per sfuggire. A questo siamo arrivatiยป.

Nel โ€œportoโ€ cosentino cโ€™รจ tutto un flusso di migranti in partenza e in arrivo, che segue le rotte del lavoro o della sua ricerca, dalla raccolta nei campi alla vendita ambulante. E cโ€™รจ un indotto cospicuo, di cibo e servizi, dalle ricariche telefoniche al trasferimento di denaro, dal parrucchiere specializzato nelle acconciature afro al disbrigo pratiche burocratiche e interpretariato.

La vecchia trattoria si trasforma in supermercato multietnico

ยซQuando ho aperto, i miei colleghi mi guardavano male. Mi accusavano di aver reso questo posto piรน pericoloso perchรฉ frequentato dagli stranieri. Oggi devono riconoscere che sono stato un imprenditore lungimirante. Avevo visto lungoยซ. Massimo De Luca ci รจ cresciuto tra le corsie dellโ€™autostazione, dove gestisce un supermercato di prodotti internazionali โ€œI cinque continentiโ€. Oggi vende tapioca e aringhe essiccate negli stessi spazi in cui suo padre, negli anni โ€™60 serviva ai tavoli della sua trattoria i viaggiatori che arrivavano a Cosenza con la littorina, quella col portapacchi sul tettuccio. ยซCโ€™erano diverse trattorie in questa zona ed erano una tappa obbligatoria per i pendolari. Venire a Cosenza significava godere della gioia di mangiare un piatto caldo prima di ripartireยป.

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Tra gli scaffali di “Cinque continenti”

Serve uno sforzo notevole per immaginare questo posto e ricostruire lo scenario completamente diverso che ruotava intorno alle corsie della stazione degli autobus: lโ€™alimentari-trattoria Scarpelli, il deposito del pastificio Amato, Forgione Calzature, il Paradiso dei Piccoli, il Salone del lampadario. Lโ€™ultimo ad abbandonare la sua storica sede รจ stato Giordano il Musichiere, mentre la trattoria De Luca ha cambiato pelle e si รจ adeguata ai tempi. Prima Conad Margherita e poi supermercato multietnico. ยซTutto รจ iniziato quando ho cominciato a vedere che la clientela si stava modificando โ€“ racconta De Luca – . Cinesi e filippini mi richiedevano dei prodotti, ho cominciato ad ordinarli, poi ho capito che la mia strada era proprio quella di differenziarmi, di rendermi indipendenteโ€.

Dopo filippini e cinesi con lโ€™istituzione dei i centri di accoglienza legati allo Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) sono arrivati i nordafricani, tantissimi. Ragazzi e ragazze, intere famiglie. Hanno un disperato desiderio dei profumi e dei sapori dei loro paesi dโ€™origine: il cibo รจ il ponte che tiene saldi i legami, li ancora alle loro origini. ยซQui cโ€™รจ un movimento di persone incredibile โ€“ spiega De Luca โ€“ puoi averne contezza solo se lo vivi come me dallโ€™internoยป. E non solo nordafricani, cinesi, filippini. ยซArgentini, venezuelani, brasiliani sono in forte aumento. E non dimentichiamo il flusso degli studenti Erasmusยป.

Quasi tutti bravi ragazzi, poche teste calde e qualche amico

De Luca difende la multietnicitร  dellโ€™autostazione. ยซSono quasi tutti bravi ragazzi, a parte qualche sporadica testa calda. Mai avuto un problema nel mio negozio: entrano, comprano, pagano. E spendono anche nei negozi intorno, non solo qui. Dobbiamo vedere la presenza dei migranti come una risorsa, non come un problemaยป. De Luca critica perรฒ la gestione dellโ€™area: ยซPer contrastare il degrado non serve togliere i servizi. รˆ stata eliminata la sala dโ€™attesa, hanno tolto le panchine. A cosa รจ servito?ยป.

Ciccio Caruso รจ diventato adulto dietro il bancone di generi alimentari che gestisce fin da quando era un ragazzo. Il suo core business sono i panini imbottiti, รจ riuscito a convertire alla schiacciata piccante anche i suoi amici cinesi del vicino ristorante orientale. Ma รจ anche amico dei ragazzi arabi che gestiscono il piccolo market halal alla sua sinistra. ยซSiamo tutti sulla stessa barca โ€“ scherza โ€“ alla fine andiamo oltre la nazionalitร  e la lingua. Siamo colleghi e in qualche caso anche amiciยป.

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arabo e italiano: due lingue che si mescolano all’autostazione di Cosenza

Serve un posto di polizia permanente

Per Caruso la questione da affrontare riguarda lโ€™afflusso di pendolari. ยซGli autobus arrivano nelle corsie dellโ€™autostazione giร  vuoti, fanno scendere i viaggiatori, in particolare gli studenti prima di arrivare qui. Questo per me significa perdere la parte piรน cospicua dei miei potenziali clienti. Bisogna migliorare i servizi โ€“ dice โ€“ rendere questโ€™area piรน accogliente e quindi piรน sicura, magari con un presidio permanente delle forze dellโ€™ordineยป.

Quando gli ultimi autobus abbandonano le corsie, restano cumuli di spazzatura, gli ambulanti trascinano la merce verso casa. Si sentono le risate di un gruppo di ragazzi fermi sul muretto con una birra in mano. Il lampeggiante annuncia un nuovo stanco giro di perlustrazione. รˆ tutto a posto. O almeno cosรฌ sembra.

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