2020 fuga dalla scuola, in Calabria il 16,6 % abbandona i banchi

10 Novembre 2021
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Gli effetti del coronavirus sulla scuola sono devastanti, soprattutto in regioni come la Calabria. Docenti, studenti e famiglie negli ultimi mesi hanno perso, infatti, ogni certezza tra chiusure, sospensioni, casi sospetti e contact tracing. Il mondo della didattica si รจ adeguato con tante difficoltร  e lโ€™art. 34 della Costituzione ha vissuto un autentico stravolgimento.

Dad, mezza Calabria tagliata fuori

In questo senso lโ€™ultimo rapporto sul Bes (Benessere equo e solidale), pubblicato annualmente dall’Istat, fotografa da vicino la fase molto particolare della didattica a distanza, esplosa durante il lockdown anti-Covid, per cui รจ necessario avere a disposizione una buona connessione e un dispositivo elettronico per interagire con la scuola e gli insegnanti, ormai dunque un requisito indispensabile per lโ€™accesso allโ€™istruzione. In Calabria un laptop o un tablet e Internet, nel 2020, lo possedevano circa metร  delle famiglie.

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Il rapporto Istat illustra un quadro dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese e la Calabria, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini. Dalla sicurezza allโ€™ambiente fino alla fruizione di attivitร  culturali e la qualitร  dei servizi essenziali. Unโ€™analisi scientifica di enorme valore che aiuta a conoscere le disuguaglianze e i bisogni dei territori.
Il periodo storico ha reso infatti evidente, a 2 anni dallโ€™inizio della pandemia, lโ€™inadeguatezza del Pil come unica misura del benessere di una popolazione e principale parametro da prendere in considerazione per le scelte politiche ed economiche da assumere.

Scuola e futuro… in salitaย 

Andiamo piรน specificatamente sulla Calabria: i dati sui bambini iscritti al nido in Calabria evidenziano forti disparitร  con le altre regioni italiane in rapporto anche alla disponibilitร  di strutture, su 100 bambini (0-2 anni) solo 17 sono iscritti ad un nido in regione a differenza, ad esempio, della Lombardia dove su 100 ben 26 partecipano alle prime attivitร  didattiche. Anche la spesa (pro capite) nei grandi Comuni del Sud per i servizi di prima infanzia risulta bassa, come segnalato recentemente da unโ€™indagine della fondazione Openpolis.

Per la serie โ€œchi ben comincia รจ a metร  dellโ€™operaโ€ lโ€™inserimento dei bambini da 0 a 2 anni nei servizi dedicati alla prima infanzia รจ la base di ogni apprendimento successivo, con effetti positivi sulle abilitร  comportamentali e sullโ€™alleggerimento del carico di lavoro familiare, gestito soprattutto dalle donne. Sulla partecipazione al sistema scolastico dei bambini piรน grandi, 4-5 anni, invece va meglio dalle nostre parti: il 97,1% dei calabresi di questa etร  frequenta una scuola dโ€™infanzia o primaria. La media nazionale si attesta al 94,8%.

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Mens sana in corpore sano

La didattica e lโ€™apprendimento sono insomma un fattore chiave per il benessere? E le aree piรน povere come partecipano? Il tasso di occupazione dei laureati รจ piรน alto rispetto a quello di coloro che hanno un titolo di studio piรน basso, lโ€™istruzione รจ anche associata a longevitร  e migliore stato di salute. In Italia, come in tutti i paesi europei, chi รจ piรน povero di competenze e di risorse si ammala piรน spesso e ha una speranza di vita piรน bassa, anche grazie a una maggiore attenzione tra i piรน istruiti a comportamenti salutari.

Sul tema della istruzione lโ€™Unione europea fissa per lโ€™anno 2020 degli obiettivi specifici e ha inteso garantire, attraverso vari strumenti multilivello, il 95% di partecipazione dei bambini alle scuole materne, meno del 15% dei quindicenni con risultati insufficienti in lettura, matematica e scienze, meno del 10% dei giovani dai 18 ai 24 anni ad abbandonare gli studi o la formazione.

Internet e diseguaglianze

ยซLโ€™impatto della didattica a distanza e della chiusura delle scuole ha inciso su una popolazione di studenti percorsa giร  da profonde disuguaglianzeยป, denuncia Istat nel suo rapporto. La Dad si รจ inoltre scontrata con le difficoltร  nelle competenze digitali della popolazione regionale: nel 2019, tra gli individui di 16-74 anni, soltanto il 16,7% dei calabresi ha dichiarato di avere competenze digitali elevate (contro il 22% in Italia e il 31% nella Ue27), cioรจ di essere in grado di svolgere diverse attivitร  nei 4 domini dellโ€™informazione, della comunicazione, nel problem solving e nella creazione di contenuti.

La maggioranza degli individui a livello nazionale รจ in possesso di competenze basse (32%) o di base (19%) e lโ€™etร  rimane un fattore importante: i giovani di 20-24 anni hanno livelli avanzati di competenze nel 41,5% e i ragazzi di 16-19 anni nel 36,2% mentre la quota diminuisce allโ€™aumentare dellโ€™etร  e arriva al 20,3% tra le persone di 45-54 anni e al 4,4% tra le piรน anziane di 65-74 anni.

La regione che legge meno

Fari puntati in Calabria anche sulla quota di studenti della scuola secondaria di secondo grado che non raggiungono un livello sufficiente di linguaggio e competenze numeriche. Lโ€™Istat nel 2018/2019 ha riscontrato 47 studenti calabresi delle superiori su 100 che hanno una competenza alfabetica non adeguata e 58 su 100 non hanno una predisposizione adeguata a pensare in numeri. In Piemonte gli alunni carenti sarebbero, rispettivamente, 24 e 28 su 100. A ciรฒ si affianca la quota sul totale di persone di 6 anni e piรน che hanno letto almeno quattro libri lโ€™anno per motivi non strettamente scolastici e professionali o hanno letto quotidiani (cartacei e web) almeno tre volte a settimana: in Calabria sono 21 su 100, il dato piรน basso a livello nazionale.

Giovani a spasso

Un fattore di notevole criticitร  emerge poi dai dati sullโ€™abbandono scolastico che colpisce in maniera piรน accentuata i figli dei cittadini stranieri e che appare il tema piรน preoccupante. La Calabria, stando ai dati raccolti da Openpolis e aggiornati all’1 settembre di quest’anno, con il suo tasso d’abbandono al 16,6% รจ la terza regione messa peggio del Paese, superata solo da Sicilia (19,4%) e Campania (17,3%).

Il tema, peraltro, si collega anche ai numeri sui Neet, le persone di 15-29 anni nรฉ occupate nรฉ inserite in un percorso di istruzione o formazione: in Calabria sono 39 su 100. Nel secondo trimestre 2020, il 13,5% (16,9% nel mezzogiorno) dei giovani tra i 18 e i 24 anni in Italia risulta, in media, con un titolo conseguito fermo alla licenza media: un dato importante che dipende dal background familiare e, dunque, dalle condizioni socioeconomiche di partenza.

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Paolo Veltri

Paolo Veltri

Mi occupo di temi culturali e problemi legati allo sviluppo sociale ed economico della Calabria. Ho collaborato con Radio Ciroma, Bottega editoriale, Festival leggere&scrivere. Su Zoomsud e il blog Foglieviaggi scrivo di beni archeologici e paesaggistici.